Recensioni

Recensione a cura del blog Il Profumo dei Libri

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"Come ho scritto qualche ora fa nella rubrica WWW...Wednesdays, eccomi con la recensione del giorno.

Vi parlerò delle mie impressioni sul romanzo d'esordio di Maria Elena Gattuso, "Il ragazzo del destino", pubblicato da Edizioni Il Ciliegio, il 1 ottobre 2011, al prezzo di 17,00 euro per 336 pagine. [...]
Il mio pensiero:
Mesi fa fui contattata direttamente dall'autrice di questo romanzo per partecipare alla catena di lettura che aveva organizzato lei stessa. Sinceramente avevo perso le speranze di poterlo leggere, perché non avevo più sentito niente, ma finalmente l'altro giorno ecco che mi arriva il libro. Ovviamente essendo parte di una catena di lettura l'ho messo davanti a tutte le altre letture che mi aspettavano.
"Il ragazzo del destino" è il romanzo d'esordio della Gattuso, ha avuto un'idea incredibilmente originale ed è riuscita a narrare la storia in modo fresco, scorrevole e coinvolgente. Ho trovato lo stile un po' semplice e banale, ma solo in alcuni punti.
Considerando il romanzo in tutto il suo insieme lo considero un ottimo esordio, la Gattuso ha deciso di raccontare la storia di una giovane adolescente e del suo destino, ha deciso che il Destino potesse impossessarsi di un corpo a suo piacimento e poter discorrere con le persone.
Il Destino in questo caso ha scelto Rebecca, un'adolescente che non accetta che la sua vita venga manipolata
e scelta da altri, non crede nel Fato e nel caso, ma vorrebbe che fosse lei stessa con le sue mani a costruirsi un futuro e a mandare avanti il suo presente.
Quando incontra il Destino tutte le sue certezze vacillano, ma la ragazza forte e decisa sfida il Destino e questa sfida la porterà a dover sopportare tanto dolore, porterà scelte difficili ed errori e soprattutto la metterà di fronte alla cruda realtà che lei tenterà in tutti i modi di cambiare e non accettare.
Durante la lettura sono rimasta affascinata da questa storia, avevo voglia di qualcosa di originale e sicuramente la Gattuso è riuscita a soddisfare questo mio desiderio. Devo ammettere che all'inizio ero un po' titubante perché pensavo di trovarmi di fronte la solita storiella semplice, letta e riletta... invece ho dovuto ricredermi quasi subito.
Non nascondo che nella lettura ho trovato momenti un po' troppo statici in cui un leggero sentore di noia si affacciava nella mia mente, ma è accaduto molto di rado e l'autrice riusciva a riprendere le redini della situazione cambiando ritmo e rendendo tutto più incanlzante e coivolgente.
Lo stile di narrazione è molto semplice e diretto; i personaggi principali sono ben descritti, anche se avrei preferito in minor numero di comparse per aver modo di conoscere meglio altri personaggi. Per esempio sono rimasta con l'amaro in bocca perché non a pieno compreso il rapporto fra Rebecca e il suo migliore amico Alessandro, quest'ultimo non compare molto nella storia e non sono riuscita a inquadrarlo per bene, probabilmente è questo il motivo che mi ha portato a non comprendere il suo rapporto con Rebecca. Stessa cosa vale per Francesca, la migliore amica di Rebecca, lei è una figura leggermente più presente di Alessandro, ma nonostante questo non sono riuscita a capirla e conoscerla come avrei voluto. Ecco perché questi due rapporti di amicizia non mi hanno convinto, avrei voluto sapere di più ed entrare in sintonia con questi rapporti, ma purtroppo non ci sono riuscita.
Diciamo che il romanzo è incentrato soprattutto sulle vicende di Rebecca, su Dario di cui è innamorata e su Raffaele che la tormenta e la sconvolge in continuazione, questi sono i tre personaggi che conosciamo meglio e devo ammettere che non li ho trovati stereotipati. Rebecca è un'adolescente con i suoi dubbi e le sue incertezze, ma il bisogno di sapere che le persone a cui vuole bene non proveranno dolore, si preoccupa, ma allo stesso tempo si sente un po' egoista quando pensa solo a quello che desidera lei. Diventa matta per riuscire a battere il Destino e a non dargli la soddisfazione di manipolare la sua vita, ma certe cose sono inevitabili e Rebecca lo capirà a sue spese e non solo. Dario potrebbe sembrare il tipico "bello ma stronzo", ma c'è molto altro in lui, la sua è solo una semplice facciata che nasconde un cuore d'oro e un ragazzo gentile e cosciente delle sue possibilità. Ecco forse fra questi quello che ho apprezzato meno è Raffaele, anche lui dipinto come un "bello ma stronzo" ma sicuramente in lui un pizzico di cattiveria e un po' di egoismo io li ho sentiti e non mi sono piaciuti molto, è un ragazzo molto particolare dalle mie maschere, riesce e spiazzare chi lo conosce proprio perché ha la capacità di cambiare comportamento e modo di fare da un momento all'altro, così che le persone non capiscono mai fino in fondo com'è realmente e cosa vuole.
Sono contenta di aver letto questo libro, è stato piacevole e mi ha preso un paio di giorni che sono stati
intensi e coinvolgenti.
Infine voglio spendere due parole sul finale. Le ultime 40-50 pagine, per me sono state una completa sorpresa, non mi aspettavo assolutamente che l'autrice compisse mosse così azzardate e diverse dal solito; sono rimasta spiazzata e sconvolta dal finale scelto, anche in questo la Gattuso è riuscita ad essere originale. La sua originalità ci accompagna dall'inizio alla fine di questa storia. Sicuramente rimane una storia per un pubblico per lo più adolescente, ma merita di essere letta anche da chi non è più così tanto giovane, proprio perché riesce a tenere il lettore incollato alle pagine e lo riesce a sorprendere quasi sempre.
Faccio i miei complimenti a Maria Elena che con questo esordio si impone con la sua originalità e le sue idee brillanti. Spero di poter leggere altri suoi libri e spero riuscirà a migliorarsi sempre di più, perché le potenzialità ci sono tutte.

Il mio voto per questo libro:



Come sempre, sapete che mi piacerebbe venire a conoscenza delle vostre impressioni su quello che ho scritto e su quello che pensate del libro dagli elementi che vi ho dato. Inoltre vorrei sapere se altri di voi hanno partecipato a questa catena di lettura e come vi è sembrato "Il ragazzo del destino" ".

Recensione a cura di Giulia del Blog LibreriaInfinita

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Protagonista di questa storia è Rebecca, soprannominata anche come “Anna dai capelli rossi” per via dei suoi capelli color fiamma, è una ragazza di sedici anni, normalissima che, passa le sue giornate come tutte le adolescenti, tra le amiche e la scuola. Rebecca è innamorata di Dario, un ragazzo della sua scuola che, nemmeno la calcola. Un giorno, uscita da scuola, mentre attraversa la strada rischia di essere investita da una moto ma, fortunatamente viene salvata da un ragazzo molto misterioso. Il Destino in persona le si presenta, la mette in guardia e cerca di guidarla, per questo tutta la vita di Rebecca cambierà.
Rebecca odia terribilmente che questo ragazzo, il Destino, le dica cosa fare e cosa non fare e trai due nascerà una competizione, in quanto il Destino vuole che lei si arrenda al suo volere e la ragazza vuole invece dimostrargli che è possibile cambiare il futuro e che nulla è già scritto in modo definitivo. Inizieranno da qui in avanti sette giorni che per la ragazza si trasformeranno in un vero inferno, infatti il Destino giocherà tutte le sue carte per fare in modo che Rebecca fallisca nel suo intento, fino ad arrivare a dirle che tra lei e Dario non ci sarà mai un futuro…
Il ragazzo del destino è il primo romanzo scritto da Maria Elena Gattuso. Un primo romanzo molto particolare ma composto da elementi davvero originali ed unici che, lo rendono davvero un magnifico libro! La narrazione è costruita sotto forma di diario, in quanto Rebecca, diventata ormai grande , racconta questa sua esperienza adolescenziale, ho davvero molto apprezzato questo stile, penso che sia la forma più congeniale per questa trama. Vi sono moltissimi flashback, altro punto di forza del romanzo che, a parer mio rendono ancora più intrigante e coinvolgente la narrazione.
Bello ed inaspettato il finale, trovo che sia forse la parte più bella di tutto il romanzo per il grado di emozione che raggiunge, l’ho trovato davvero molto commovente. Un libro che consiglio moltissimo ad un pubblico adolescente ma che, sarà sicuramente apprezzato sia da grandi che piccini!!!

 

Guarda la videorecensione!

Recensione a cura del Blog Il Diario di Teresa

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Cari amici del blog, passanti e non, oggi vorrei parlarvi di un bel libro che sto ultimando (in tempi record, dato che io sono una “lumaca” quando leggo) di leggere. Per l’esattezza sono arrivata a pag. 302. Ormai mancano pochissime pagine per l’epilogo, ma posso affermare con precisione che questo è un bel libro!!! Di quale libro sto parlando? Ma de Il ragazzo del destino di Maria Elena Gattuso (il Ciliegio edizioni). Un libro che ho letto grazie ad una catena di lettura.

Per chi non lo sapesse le catene di lettura sono delle catene dove ci si iscrive in un elenco che solitamente tiene l’autore e gli utenti si passano, secondo l’ordine dell’elenco, una copia del libro che l’autore ha gentilmente messo a disposizione. Sì… in effetti è una buona occasione per farsi conoscere se si è scrittori emergenti o esordienti (come preferite). Però le catene di lettura sono un’arma (se è così che la possiamo definire) a doppio taglio. Approfondirò questo aspetto delle catene in un altro post, qui vorrei solo parlarvi di questa bella esperienza che ho fatto.

 

Il libro, infatti, considerato che l’ha scritto una giovane scrittrice esordiente è davvero molto bello. Lo so, lo so… l’ho già detto, ma volevo ribadirlo. Quali sono i pregi? Innanzitutto parla di giovani e del periodo della scuola, ma non lo fa usando “quell’odioso” slang incomprensibile dei giovani. Scrivo “odioso” perché non lo considero affatto letteratura. C’è uno scrittore famoso, ad esempio, che ha infarcito ben bene un suo testo di questo slang giovanile, rendendo per chi non è più in età scolare difficile la comprensione del testo. Mi sto riferendo a D’Avenia e al suo “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, libro da me non apprezzato (anche per questo motivo). Sì… ad essere onesti fino in fondo nel libro della Gattuso qualche parolina di gergo giovanile c’è, ma non è affatto caduta negli eccessi. Nel senso che il libro è scritto così bene, che il linguaggio è scorrevole e là dove c’è qualche parolina gergale non pesa affatto. Il secondo pregio del libro è che la scrittrice ha pensato (bene, a mio avviso) di narrare la storia in prima persona. Sì… è vero… da aspirante scrittrice quale sono io è un po’ più facile scrivere in prima persona. Però la Gattuso ha fatto un lavoro sul personaggio incredibile, nel senso che è mirabilmente riuscita a creare una forte introspezione psicologica riguardo al personaggio di Rebecca Laida (la protagonista), creando delle sfumature qua e là con i vari personaggi che le ha accostato. Cosa che non ha fatto la Sebold in Amabili resti (anche questo libro che mi ha deluso moltissimo, proprio perché mancava una forte introspezione psicologica dei personaggi!!!!!!!!) Quindi, ottima scrittura del testo, buona introspezione dei personaggi… qualche piccolo (ma proprio piccolo) scivolone su qualche frase un po’ gettata lì senza pensarci troppo c’è, ma data la mole di pagine si può anche perdonare, dato che ti affezioni ai personaggi in particolare e alla storia in generale. Credo che è un’opera prima davvero soddisfacente!!!!

A me come aspirante scrittrice ha regalato molto questa storia (mi ha arricchito interiormente e spero intellettivamente), perché mi ha innanzitutto ridato l’input a scrivere e poi a riprendere un mio vecchio manoscritto scritto negli anni Novanta e che è una storia per adolescenti. Si intitola infatti ”Susy” Diario di un adolescente. E’ una storia che ovviamente non ha nulla in comune con il libro che ho letto, tranne il fatto che si svolge parzialmente a scuola… anche se non è la colonna portante della trama.

Insomma è un libro che se vi capita di leggere o di acquistare vi farà vivere una storia entusiasmante che vi donerà immancabilmente qualcosa!!!!

E’ da notare… questa è la mia prima lettura in assoluto del 2013. Ho iniziato bene, per fortuna!!!!

Vi lascio con una bella frase del libro, che ho letto ieri sera:

 

<<E’ come il vento>> affermò Dario gettando un’occhiata alla palestra dove era solito allenarsi <<ogni anno porta via sempre meno foglie>>


(da “Il ragazzo del destino” di Maria Elena Gattuso, ediz. Il Ciliegio)

 

 Recensione a cura del Blog Due di Cuori

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Leggere è sempre un'esperienza interessante, perché ti ritrovi a vivere "avventure" non tue, ma degli altri. E' quello che è capitato a me, leggendo appunto questo libro. All'inizio (quindi alle prime pagine) ero un po' scettica. Quello che la scrittrice proponeva strideva un po' con la realtà. Sembrava un po' assurdo, ad esempio, che il Destino potesse prendere l'aspetto di un ragazzo riccioluto di nome Raffaele Michea, uno studente di Liceo scientifico. Poi però, man mano che mi sono addentrata nella narrazione, ho  incominciato ad entrare dentro la storia e il caratterino un po' "manesco" della protagonista mi ha "contagiata". Ed ecco che finalmente la lettura mi ha catturata e non volevo più staccarmi da questo romanzo. Ci si appassiona, insomma!!! Certo... le vicende narrate in questo romanzo sono prettamente adolescenziali, perché parlano di ragazzi nel periodo scolastico, quindi magari sembrerebbe un libro adatto solo agli adolescenti. Invece, no! La penna della Gattuso ha pervaso questo romanzo, senza mai essere eccessiva per questo, di una certa maturità che rende, quindi, il libro adatto anche ad un pubblico non più in età scolare. E' da elogiare, a mio avviso, che non abbia "infarcito" il testo di slang giovanile, ovvero di tutte quelle paroline usate dai giovani per comunicarsi (come far casino, bigiare o stampare la scuola, ecc.). Infatti, il loro non utilizzo rende il testo ben comprensibile da parte di tutti.
Un discorso poi a parte andrebbe fatto per il Destino: esiste o no? Sembra che la scrittrice ci creda, dato che lo sfida ad un patto. Quanto alla lettrice in questione (cioè io) a volte ci credo, altre volte no. Sono un po' scettica da questo punto di vista.
Di pregi, poi, il libro ne ha tanti. Il primo, da non sottovalutare assolutamente, è come è scritto. Il libro  è ben scritto ed è davvero un piacere per chi legge. Un altro pregio è la trama: il tessuto narrativo non fa una grinza. Non ci sono, a mio avviso, buchi narrativi. Ma ogni tassello torna perfettamente al suo posto. Una bella prima prova per questa giovanissima scrittrice!!!!!

Recensione a cura del Blog Il Rifugio dell'Anima

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I libri sono magici: a volte se ne incontra uno un po’ diverso degli altri, un libro che oltre a trasmetterti tanto riesce anche a farti vedere il mondo, una volta finito, con occhi diversi. Beh, qualche giorno fa mi sono ritrovata a leggere uno di questi e il suo titolo era “Il ragazzo del destino”. A primo impatto non mi ispirava particolarmente, forse sarà stata la copertina o forse la trama che non invoglia assolutamente il lettore a scoprire ciò il libro nasconde tra le sue pagine, ma l’ho letto e questo lo devo alla parola Destino che è ciò che mi ha incuriosito, perché non credo in qualcuno che decide al nostro posto, anzi al contrario penso che siamo noi che ogni giorno ci costruiamo il nostro futuro provandoci, sudando, lottando, ridendo e a volte anche perdendo. La protagonista di questo romanzo la pensa come me fino a quando il Destino le lancia una sfida: se lei entro 7 giorni non si arrende lui non interferirà ma più con la sua vita, se invece dovesse accadere il contrario lei deve accettarlo e riconoscerlo. La storia ha inizio quando per fortuna o per meglio dire grazie allo zampino del Destino lei non finisce sotto un motorino e da li in poi per sette lunghissimi giorni lei vivrà la sua piccola “Odissea”.
La nostra giovane protagonista è Rebecca, 16 anni, frequenta la terza liceo e come ogni adolescente che si rispetti è perdutamente innamorata di un ragazzo, Dario, peccato che il Destino abbia deciso per lei che non si sa come, quando e dove si debba innamorare di Raffaele Michea, ma lei è una ragazza decisa e coraggiosa, che fino all’ultimo cerca di lottare con tutte le sue forze e fa suo un prezioso consiglio: «Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto, se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un’altra cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te». Questo personaggio è tra i più riusciti, riesci facilmente a immedesimarti in lei e a diventare un tutt’uno con il libro.
Poi c’è il Destino, il migliore personaggio in assoluto di questo libro! Mi sono innamorata di lui fin dalla sua prima comparsa, di lui mi è piaciuto il suo essere capriccioso e crudele, il suo cercare di farsi accettare da una persona che da sempre lo avversa, ma ho anche amato il suo tessere come un ragno la complicatissima e straordinaria trama. Con lui la scrittrice ha dato il meglio di sé: è riuscita ha catturare perfettamente l’anima di questo personaggio e ha renderlo credibile e al contempo straordinario.
Gli altri personaggi sono tutti credibili, inseriti con furbizia in modo che li si conosca gradualmente e che piano piano li si impari a capire e ad amare.
Il linguaggio usato è scorrevole, leggero e forse un po’ troppo semplice anche se è una ragazzina che narra le sue vicende; la descrizione degli avvenimenti e dei luoghi è chiara e l’utilizzo dei capitoli flashback aiutano il lettore a entrare nella storia ancor di più e la sua lettura diventa una specie ci corsa contro il tempo per scoprire se alla fine Rebecca riuscirà a vincere la sua sfida con il Destino oppure no.
Sarà che sono troppo sensibile ma come al solito ho pianto per il finale: la scelta che prende lei è fra le più coraggiose in assoluto forse un’ altra al suo posto non l’avrebbe fatta e la cosa più triste è il rendersi conto di quello che sta per succedere e non riuscirlo ad accettare come invece dovrebbe essere; mi è piaciuto molto perché è stato in grado di trasmettermi tanto, ma soprattutto mi ha fatto riflettere parecchio sull’importanza di ogni mio gesto e sul fatto che esiste sempre un momento in cui vince colui che decide per noi, l’importante è alzarsi, accettare e andare avanti nel migliore dei modi!
Un libro entusiasmante, anche se l’ultima pagina in assoluto mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca per il resto sono contenta di averlo letto e di aver vissuto con lui una bellissima avventura.

Recensione a cura del Blog Pensieri d'Inchiostro

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Quello del Destino è di sicuro un tema ricorrente nei libri e nei film: spesso ci si chiede se esista un disegno prefissato che guidi il corso delle nostre vite, oppure se siamo noi a determinarlo con le nostre scelte e le nostre azioni. Anche Rebecca, la protagonista del romanzo, inizialmente è convinta di quest’ultima possibilità… fino a quando il Destino non piomba nella sua esistenza. E non in modo astratto: si tratta del Destino in persona, ovvero un ragazzo in carne e ossa che sembra capace di pilotare le vite della gente che gli sta intorno. Compresa quella di Rebecca e dei suoi amici, naturalmente.
È qui che inizia la sfida che accompagnerà la ragazza per tutta la durata della vicenda: avrà a disposizione sette giorni per sconfiggere un fato capriccioso che sembra intenzionato a muovere i fili della storia, della sua storia, come se lei fosse una semplice marionetta. Uscirà vincitrice oppure sarà costretta ad arrendersi al Destino? La risposta rimarrà in bilico dall’inizio alla fine, e… be’, temo che dovrete leggerlo anche voi per conoscerla, questa risposta, perché da me non saprete niente di niente! :)

destino1Ma ora torniamo seri e riprendiamo la nostra recensione.
Devo dire che mi è piaciuto, e pure tanto. A essere sincera, era da parecchio tempo che un libro non mi teneva sveglia di notte ben oltre l’ora di cui, solitamente, crollo addormentata qualsiasi cosa stia facendo: in poche parole, l’ho trovato davvero coinvolgente, soprattutto nel primo e nell’ultimo terzo del libro, pagina più o pagina meno. Ciò non significa che la parte centrale sia noiosa: tutt’altro. Semplicemente, ci sono stati dei punti in cui la tensione non era così serrata come in altri (per esempio le scene riguardanti al rapporto tra Rebecca e sua madre, in particolare nel contesto del teatro), ma per il resto trovo che la storia risulti bilanciata alla perfezione.

Parlando più in dettaglio, i numerosi colpi di scena mi sono sembrati assolutamente inaspettati, e in generale le svolte che imbocca il romanzo si sono rivelate una sorpresa continua. Inoltre la narrazione – in prima persona, secondo il punto di vista della stessa Rebecca – è assai fluida e scorre a meraviglia.
Anche i personaggi non sono affatto male. Di solito trovo insopportabile essere confinata nella mente del protagonista, specie se femmina, per l’intera durata di una storia, ma Rebecca mi è sembrata proprio un bel tipo: mi sono sentita molto vicina a lei, soprattutto per quanto riguarda il rapporto col sesso opposto, le emozioni dovute alla prima cotta, i problemi tra amici e in famiglia… insomma, credo che Il ragazzo del destino sia davvero un ottimo spunto di riflessione per tutti gli adolescenti.
Strepitose allo stesso modo le figure di Dario e del Destino, che vedremo assumere numerose forme dall’inizio alla fine: il primo inizialmente può sembrare il classico “bello e dannato”, e anche Rebecca si lascerà ingannare da questa apparenza; a mano a mano che lo si conosce, però, ne viene fuori un carattere molto particolare che… be’, non do torto a Rebecca se si ritrova a sbavare ogni volta che passa vicino a lei!
strada_small_Il Destino, invece, sa rendersi perfettamente odioso alle volte, ma un aspetto che mi è parecchio piaciuto di lui è legato alla sua stessa natura: sa essere spietato come una Dea Bendata in versione maschile, ma il suo carisma lo ha reso anche irresistibile.

Le uniche pecche che ho trovato riguardano più che altro lo stile. Non parlo di refusi o altri errori grossolani, anzi: sotto questo punto di vista, il romanzo è praticamente impeccabile. Sono piuttosto alcuni tra quelli che oserei definire “scivoloni stilistici”, o se preferite piccole ingenuità – in ogni caso perdonabili – di sicuro dovute alla poca esperienza. Mi riferisco, ad esempio, a frasi del genere:

Al solo pensare che Dario mi aveva abbracciato mi venivano le palpitazioni e le guance mi si tingevano di uno strano colorito roseo.

Essendo il PoV interno, tecnicamente Rebecca non potrebbe vedersi arrossire; al massimo potrebbe sentirsi il viso caldo. Oppure:

«Chi sei tu per giudicare? Chi?» non levò gli occhi dai miei. «L’unico che credo sia in grado di farlo» sbottò «sta lassù» e con l’indice indicò il cielo, riferendosi a Dio.

A un lettore cattivello verrebbe da pensare: “Aoh, guarda che ci arrivo da solo, non sono mica stupido!”. Insomma, ce lo vedete un film in cui un personaggio indica in alto e spunta un cartello con scritto “sta parlando di Dio”? Non facciamo sentire stupido chi legge, ok?

Per fortuna, però, sono difetti che si incontrano assai di rado, e comunque si può perfettamente chiudere un occhio, considerato che il libro in generale è veramente valido, scritto bene e ricco di entusiasmo. Un esordio notevole, dunque, e senz’altro da tenere d’occhio, perché è tutt’altro che frequente scovare un’opera prima di questo livello.
Faccio i miei più sinceri complimenti all’autrice, dunque: Il ragazzo del destinoè un romanzo autoconclusivo, ma non mi lascerò sicuramente sfuggire i prossimi libri che scriverà, di qualsiasi cosa trattino.

*        *       *

In sintesi… 
Ben scritto, in generale. Piccoli scivoloni e ingenuità stilistiche.
Trama molto originale e coinvolgen-
te, sorprese continue.
 
Colpi di scena inaspettati, narrazione
fluida e scorrevole.
 
Personaggi ben costruiti, soprattutto
Rebecca, Dario e il Destino.
 
Il PoV interno non stanca.  

*        *       *

Una frase significativa…

"«Perché fino a venerdì? Che succede quel giorno?» mi domandò seria.
«Beh, se non mi arrendo entro quella data, ho vinto io» le risposi «ma non è così semplice. Non credo di poter vincere questa sfida…» ammisi mestamente.
Francesca si rosicchiò un’unghia e tamburellò le dita sul tavolo. [...] Mi guardò coscienziosa negli occhi, si scostò una ciocca di capelli e pronunciò le seguenti parole:
«Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto, se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un’altra cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te…».
Assimilai quelle parole come una pianta attinge acqua attraverso le radici. Aveva ragione.
Il suo discorso tornava!
È vero, ho detto di non essere coraggiosa. Ma questa poteva essere la possibilità per dimostrare il contrario, no?"

 

Recensione a cura del Blog Happy Red Book

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Il Destino è un qualcosa che possiamo crearci noi o che è già scritto ed inevitabilmente qualunque cosa facciamo o diciamo sarà quello senza poterlo cambiare??
Questo libro con semplicità e freschezza cercherà di spiegarlo attraverso Rebecca, un adolescente, con le sue passioni, le sue amicizie e il suo grande amore.. Dario.
Il giorno in cui Rebecca scampa da un motorino che correva, la sua vita parte in una girandola di eventi che porterà la nostra protagonista a vedere la realtà sotto un punto di vista nuovo e più maturo, il tutto grazie al Destino che fa una scommessa con lei, per una settimana deve resistere a tutti i problemi, le difficoltà che lui le parerà di fronte senza arrendersi, perchè è ora che lei la smetta di opporsi a lui e di disprezzarlo e capire che a tutto c'è un motivo e che non deve opporsi alle decisioni che lui prende.
Il Destino lo vedremo sotto forma delle diverse persone in cui risiederà il tempo per poter parlare con lei, poi ci sarà Raffaele che è quello per cui tifavo infatti speravo in qualcosina di più ^^ ma ci saranno anche Francesca la sua migliore amica, Tichico, Alessandro, la banda bassotti, Marco, insomma una bella insalata di persone che gireranno intorno a Rebecca e chi più chi meno rappresenterà un problema per lei.

Oltre alla storia in sé per sé molto carina, coinvolgente e leggera ci sono temi di attualità come il bullismo, qui ci sarà la Banda bassotti che lo rappresenterà, c'è anche una morale se si legge tra le righe o si presta attenzione ai dialoghi del Destino con Rebecca...

“Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un’altra cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te…”

Un finale azzeccato e anche un pò agrodolce, realistico e inaspettato.... Consigliatissimo!!! Infine vorrei ringraziare l'autrice per avermi fatto partecipare alla catena di lettura facendomi scoprire un bel libro che prenderò sicuramente per rileggere in futuro... ^_^

Voto: 4/5

Recensione a cura del Blog The Bookshelf

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Dunque, voglio fare una recensione un po' insolita...quindi non spaventatevi, sto mettendomi alla prova xD.
Partiamo dal fatto che il libro non è stato molto pubblicizzato dalla Casa Editrice (mi pare sia anche una casa editrice a "doppio binario")...
Un'altra cosa che ho notato con una punta di dispiacere sta nel fatto che la cover sia un tantino...antiquata? Be', sinceramente non è uno splendore...
Ma adesso passiamo a quello su cui ho da dire cose davvero belle: il contenuto.
La trama non è quel solito miscuglio di creature...punto a gran favore per l'originalità (non che io odi i Paranormal Romance, anzi u.u).
La storia è emozionante e scritta bene, non troppo semplice ma neanche troppo complessa...
Ho da farvi notare che "L'opera è stata adottata presso il liceo linguistico Giovanni Bertacchi (Lecco) e presso l'ITT Marco Polo di Firenze come testo formativo."
L'ambientazione è molto buona, le descrizioni sono esaurienti ma non pesanti...
Un'altra cosa che ho gradito molto è stato il taglio dei capitoli, infatti spesso un capitolo si chiudeva con una notizia choc, e nel capitolo successivo si ripeteva la battuta "incriminata", che rendeva l'idea nella mia immaginazione di una sceneggiatura... quindi molto affascinante.
Rebecca è descritta bene, è coerente col personaggio, ma soprattutto non è antipatica o odiosa in alcun modo.
Gli altri personaggi mi sono piaciuti e mi hanno soddisfatta, nè troppo confusi, nè troppo concentrati...semplicemente un punto di vista giusto...
In conclusione: Libro che consiglio tanto, lettura mediamente impegnativa e molto formativa...ci sono molte frasi e riflessioni abbastanza intensi e non mancano liti, risposte sarcastiche e romanticismo... Complimenti per questa opera prima, Maria Elena :).

Recensione a cura del Blog Book Time

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Questo libro è totalmente diverso da come me lo aspettavo. Mi ha stupita, sin dal primo capitolo. Premetto dicendo che lo consiglio a tutti, per vari motivi. E vi avviso: vi conviene cominciarlo quando avete molto tempo libero a disposizione, perché una volta lette le prime righe, non vi staccherete da questo romanzo fino a quando non sarete arrivati alla fine. Garantito.

La protagonista di questo romanzo è Rebecca, una normale adolescente di sedici anni con una migliore amica, un migliore amico, una madre con la quale ha un rapporto normale e una cotta enorme per Dario, ragazzo poco più grande di lei che le ha rubato il cuore.
La vita di Rebecca cambia all'improvviso quando un motorino le sfreccia davanti ad alta velocità, evitando per un pelo di investirla. Da quel momento nella vita di Rebecca farà la sua comparsa niente di meno che il Destino stesso, quella figura che da sempre Rebecca disprezza e critica per le sue scelte.
Il Destino vuole poter agire liberamente nella vita della ragazza, senza interferenze da parte sua, ma Rebecca è tutt'altro che ben disposta a sopportare passivamente quello che accade intorno a lei. E' così che accetta la sfida del Destino: avrà 7 giorni per combattere e vincere contro il fato.

Il Ragazzo del Destino è un libro molto particolare, ed è per questo che mi è piaciuto tanto. E' una sorpresa, dall'inizio alla fine. Oltre all'aspetto fantasy e a quello romance, c'è una grande morale dietro a quest romanzo. Non è un libro superficiale o senza spessore, se letto con la giusta attenzione è possibile cogliere tutte le sfumature inserite dall'autrice, tutti i temi affrontati più o meno esplicitamente: la forza di volontà, il coraggio, la perseveranza, la lealtà...
Un punto di forza è sicuramente la protagonista, Rebecca. La sua audacia nel voler sfidare il Destino e il suo coraggio nell'affrontare le prove a cui verrà sottoposta, la rendono un personaggio memorabile.
Il Destino, seppur non fisicamente presente, è costantemente sullo sfondo, un promemoria continuo del tempo che passa e della forza del fato.
Un personaggio che ho molto apprezzato è inoltre Dario. Non è un tipo loquace, allegro, spiritoso o facile da capire, ma trovo che l'autrice sia riuscita a caratterizzarlo magnificamente, senza usare parole unitili o dialoghi forzati.
I personaggi secondari, invece, sono molto numerosi e risultano per questo di poco rilievoSpecialmente per Raffaele avrei voluto una caratterizzazione più accurata, dato che, nonostante la sua presenza quasi costante, non è riuscito a colpirmi particolarmente.

Quello che mi ha fatto apprezzare fino in fondo Il Ragazzo del Destino è il tema trattato: chi di noi non si è chiesto almeno una volta nella vita se ci fosse qualcuno, un Destino, a decidere per noi o se il nostro futuro dipendesse esclusivamente dalle nostre scelte?
L'autrice utilizza una storia originale e sorprendente per provare a dare una risposta a questa domanda, per provare a trasmetterci un messaggio: non importa se non vinceremo, alla fine, se sarà il fato ad avere la meglio: l'importante è lottare e non limitarsi a sopportare quello che gli altri decidono per noi.

"Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un'altra cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te...".


Per finire posso dire che Il Ragazzo del Destino è un libro senz'altro originale e che vi riserverà più di una sorpresa, specialmente nel finale. Un finale incredibilmente realistico e strappalacrime, che rappresenta uno degli aspetti migliori del romanzo.

VOTO: 3,5 Stelle.

 

Recensione a cura del Blog Gilly in Booksland.

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[...] Il ragazzo del Destino, romanzo d’esordio di Maria Elena Gattuso, affronta uno dei temi forse più discussi e complessi che esista ovvero: esiste il destino? È possibile opporsi ad esso?
L’autrice cerca di dare la risposta a queste domande in un modo a mio avviso molto originale. Il Destino infatti sembra voler dare una lezione a Rebecca, protagonista del romanzo e fermamente convinta che siamo noi stessi gli artefici della nostra sorte … 
Il romanzo è ambientato, per la maggior parte, nel liceo frequentato dalla protagonista e dagli altri personaggi che si trovano a interagire con Rebecca.
Partendo da qua … l’autrice fa un ritratto pazzesco della vita liceale dove le azioni di bullismo sono all’ordine del giorno. Personalmente sono rimasta leggermente spiazzata da certi episodi tanto che, sul serio, se mi dovessero capitare tipi del genere come figli li raddrizzerei a suon di sberle.
Anche gli atteggiamenti degli adulti non è che siano molto meglio intendiamoci … e mi sto riferendo alla madre di Rebecca che in più di un’occasione non mi è piaciuta per niente.
Ho trovato invece il Destino un personaggio molto credibile, o almeno io me lo immagino proprio così: capriccioso, volubile, che si diverte a giocare con la vita dei poveri mortali, che tesse trame sempre più complesse e spesso crudeli. 

Il maggior punto di forza di questo libro, secondo me, è il messaggio che lancia e per questo motivo lo consiglio vivamente a tutti, specie a chi, come me, è abbastanza fatalista … perché dopotutto …

“Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un’altra cosa, perché in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno a designato per te …”

Questa frase, si può dire, racchiude un po’ il senso del romanzo … un consiglio a non restare passivi di fronte alle vicende della vita … una spinta a lottare per poter cambiare il futuro.
L’autrice utilizza un linguaggio semplice dimostrando di saper usare le parole con molta abilità. Mi sono ritrovata alla perfezione in alcuni passaggi del romanzo specie in quelli riguardanti l’aspetto più romance.

“Se mi avesse detto che era in grado di volare, io quasi – dico quasi – gli avrei creduto. Se mi avesse chiesto di buttarmi nel fuoco perché era gelido, io l’avrei fatto. E questo è da stupidi, non da innamorati, ma spesso non vi è differenza tra le due categorie”

“Meglio aspettare, meglio illudersi ancora un po’, lasciandoci cullare da una triste bugia, piuttosto che sbattere la testa contro un’orrenda verità.”

Nel complesso il libro merita tra le tre e le quattro stelle. L’unico neo che ho trovato è il finale che avrei preferito diverso e che mi ha portato a mettere tre stelle ma per un gusto strettamente personale.

Voto:e mezzo
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Recensione a cura del Blog I Miei Sogni tra le Pagine

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Il ragazzo del Destino è il primo romanzo nato dalla penna della giovane scrittriceMaria Elena Gattuso ed edito dalla casa editrice Il Ciliegio.
I protagonisti di quest’opera sono essenzialmente due: da un lato Rebecca Laida, determinata liceale sedicenne e dall’altro il Destino, che qui viene personificato; esso si presenta in varie forme, impossessandosi di numerosi corpi, proprio per poter comunicare con Rebecca e proporle una sfida. Chi di noi vorrebbe aver l’opportunità, almeno una volta nella vita, di gareggiare e contrastare il destino avverso, affrontandolo faccia a faccia?
Per Rebecca non è stata una scelta trovarsi a fare i conti con il Destino, ma nonostante ciò, ha deciso volutamente di sfidarlo, credendo di poterlo vincere. Ed è così che viene stipulato il patto tra i due: sette giorni per cercare di sconfiggere il fato. 
“Voi credete nel Destino? Io lo combatto, o almeno ci provo”

Sarà una settimana davvero difficile, all’insegna di imprevisti, incertezze e tanta fatica; una serie di vicissitudini che si snodano tra vari ambienti, scuola, teatro e casa, ma che hanno uno sfondo comune, quello dell’amore adolescenziale, vissuto sia dalla protagonista che dai suoi amici e coetanei.
Il romanzo nasce da un episodio realmente accaduto all’autrice, come si può evincere da una delle sue interviste: un ragazzo, un giorno, ha impedito che lei venisse investita, distraendola inaspettatamente; e questo è esattamente ciò che accade a Rebecca, nelle prime pagine, ancor prima di conoscere e incontrare il Destino. Un episodio all’apparenza totalmente casuale, ma che di fatto appartiene ad un più vasto disegno prestabilito.
Attraverso questo suo testo, l’autrice ci trasmette più di un messaggio significativo; in primis insegna a non arrendersi passivamente alle situazioni che la vita di ogni giorno ci propone, ma ad agire attivamente di fronte ad ogni evenienza:l’importante non è tanto vincere il destino, quanto saper affrontare con grande forza di volontà le sfide che lui ci presenta e andare avanti, sempre.
“Devo fare tesoro di tutti i momenti speciali trascorsi durante la mia esistenza, solo così imparerò ad andare avanti. Come diceva Seneca: ecco il nostro errore, vediamo la morte davanti a noi mentre gran parte di essa è già alle nostre spalle. Appartiene alla morte la vita passata.” 

Un altro messaggio, che ho colto nel testo, è legato ad una tematica molto attuale e largamente affrontata dai mass media, ovvero, il bullismo. Nel testo è presente una band di ragazzi, la Banda Bassotti, che si diverte a creare problemi, talvolta anche gravi, a scuola e tra i coetanei. Se da un lato il Destino è legittimato a compiere il proprio corso, perché rappresenta qualcosa di stabilito, dall’altro, il bullismo non è lecito che esista. Non deve succedere che si soccomba alle bravate di gente, che merita solo di essere ignorata.
Per concludere, ritengo che la lettura sia stata piuttosto scorrevole, facilitata, inoltre da un linguaggio semplice e lineare, anche a dimostrazione del fatto che l’autrice ha iniziato la stesura del romanzo a sedici anni per poi terminarlo qualche tempo dopo. I dialoghi sono molto importanti perché, come spesso accade, aiutano a delineare i caratteri e le psicologie dei personaggi.
Dunque un romanzo - esordio d’eccezione per Maria Elena Gattuso, di cui consiglio la lettura soprattutto per il finale …inaspettato!
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12/09/2012

Recensione a cura del Blog Pane e Paradossi - Letto e Bloggato

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Molte persone scelgono passiviamente di percorrere il cammino designato per loro dalle esperienze vissute, dagli incontri fatti e chiamano queste variabili destino. Altri capiscono che il libero arbitrio è un dono che non si sa mai come usare, fino a quando non si lotta per ottenerlo. L’autrice, volendo far partecipe il lettore di questa contrapposizione di vedute, incarna il destino, gli da voce, sentimenti ed intenzioni e gli oppone una onesta e ostinata liceale, convinta che tutto possa essere cambiato, anche il destino, soprattutto quando sembra voler prendere di mira il ragazzo di cui è innamorata. E così la giovane si trova a fare i conti con amici e nemici “manovrati” da un destino non beffardo come ci si aspetterebbe ma quasi protettivo pur nella sua implacabilità. Presto la protagonista si renderà conto che la risposta ai suoi problemi non consiste nel contrastare il destino, ma nel viaggio che si intraprende per cercare di farlo. Utilizzando un linguaggio fluido e semplice e quindi sempre realistico, la Gattuso non limita la narrazione alla solita storia d’amore adolescenziale contrastata dagli eventi, ma scava in conflittualità famigliari e generazionali fornendo un ritratto non proprio lusinghiero dei giovani d’oggi (si salva forse solo la protagonista) impegnati a bere, fumare a essere vittime o carnefici di un bullismo ormai imperante. Unica nota stonata la reazione della protagonista a due schiaffi ricevuti da due diversi personaggi maschili e accettati quasi fossero dovuti. Non trovo molto educativo far passare il messaggio che una qualsivoglia forma di violenza, anche se lieve, su una donna possa trovare giustificazioni di sorta. Viviamo in un mondo dove la figura femminile viene già fin troppo vilipesa, meglio evitare di dare discolpa a certi atti.
“Il ragazzo del destino” resta comunque un libro godibile dalle tematiche attuali e dalla trama avvincente. Certamente un più che soddisfacente esordio.

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Recensione a cura del Blog Unbuonlibrononfiniscemai

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Il ragazzo del destino è un libro particolare, potrei definirlo un fantasy, ma vi sono molti aspetti psicologici, secondo me.
Tutta la storia di Rebecca, inizia un giorno all'uscita da scuola. Rischiando di perdere la vita in un incidente stradale, fa un incontro al quanto inusuale, infatti le si presenta davanti il Destino! Così inizia una sfida tra i due, la protagonista ha 7 giorni a disposizione, non deve arrendersi al destino, ma deve riuscire ad andare avanti. Solo così potrà tenere in mano le redini della sua vita, senza affidarsi a nessuno. I giorni passano lenti, e ogni giorno sorgono nuovi problemi e pericoli. La sfida è dura, ma Rebecca vuole farcela, deve farcela! Il suo scopo è quello di non arrendersi, il destino le ha ordinato di iniziare una relazione con Raffaele, ma lei ama Dario! Grazie a quest'ultimo ha il coraggio di andare avanti, finché non viene a conoscenza del suo segreto, Dario sta male...
Rebecca riuscirà a sconfiggere il Destino?
[ spoiler tolto ]
L'inizio della storia è un po' lento, sono andata avanti con la lettura con un po' di fatica, ma arrivata a metà libro diciamo che ho iniziato a seguire con più curiosità tutta la storia.
Tutta la narrazione è una sorta di diario, Rebecca ormai grande, racconta cosa le è successo nell'adolescenza. All'interno del racconto vi sono molti flashback, infatti la protagonista racconta alcuni episodi che servono per il corso della narrazione.
Il finale è secondo me la parte più bella di tutto il romanzo, è molto commovente, solo nelle ultime pagine si capisce tutto, e diciamo che c'è anche un colpo di scena.
Lo consiglio a tutti, grandi e piccoli. E' davvero un bel libro.
VOTO: 3/5




Recensione cura del blog Chicchi di Pensieri

domenica 26 agosto 2012

RECENSIONE: IL RAGAZZO DEL DESTINO (M.E. Gattuso)


Quante volte ci sarà capitato di udire o pronunciare frasi, tra l’altro dal significato contrastante l’una dall’altra, del tipo: “Il destino di ciascuno di noi è già scritto; dobbiamo solo vivere aspettando che si realizzi”; oppure, al contrario: “Il destino non esiste...: siamo noi a dovercelo costruire! Siamo noi a decidere della nostra vita!”.
Sono frasi che si dicono e non è raro che si pensi sia l’una che l’altra cosa in base alle circostanze, senza che questo significhi essere incoerenti o avere le idee poco chiare.
In fondo, quando si parla del senso della vita e della morte, umanamente parlando, è davvero difficile poter fare affermazioni certe ed inequivocabili... Se potessimo, non combatteremmo in tutti i modi per far valere la nostra volontà, i nostri desideri?
Diciamocelo: non decidiamo noi quando nascere e (tolti i casi di suicidio) non decidiamo noi quando morire; neanche in che modo a dire il vero.

Perchè questa premessa singolare e “pseudo-filosofica” prima di recensire il fantasy appena terminato, “Il ragazzo del destino”?
La risposta è semplice e sta nella quarta parolina del titolo: destino.
Credi nel “Destino”, inteso come una sorta di “entità indefinibile” che decide per te cosa vivrai, con chi, quando dove come...?
E se potessi, lo sfideresti?
Se dovessi dare un mio titolo al romanzo della giovane Maria Elena Gattuso, gli darei questo: “Sfida col Destino”, proprio perchè il fulcro degli avvenimenti, o meglio, la base di essi, sta nella sfida lanciata dalla protagonista, Rebecca Laida, 16enne, a un tipo che – “indossando i panni” di uno sconosciuto, almeno inizialmente – dichiara di essere il Destino e invita molto gentilmente la fanciulla ad accettarlo una volta per tutte...!
Tutto ciò che è accaduto e accadrà è opera mia; è così..., non puoi fare nulla per cambiare la cose. ARRENDITI E BASTA!.
Rebecca si rifiuta altamente di arrendersi ad un copione che un fantomatico sconosciuto – che lei inizialmente crede essere uscito dal manicomio – dice di aver già scritto anzitempo per lei e per gli altri e si dichiara pronta a combattere con le unghie e con i denti per avere ciò che vuole!
E cosa vuole un’adolescente che frequenta il terzo liceo?
Vorrebbe che il ragazzo dei suoi sogni – il quasi 18enne Dario – si accorgesse di lei e le volesse bene; che la sua migliore amica Francesca fosse felice, e tante altre piccole cose che si possono volere a questa meravigliosa età...!
Ma qualcosa non va come lei vorrebbe e il Destino mette i suoi bastoni tra le ruote alla dolce Rebecca.
Benchè la ragazza non sia il Coraggio incarnato, benchè non creda molto nelle sue capacità, nel corso della sua incredibile vicenda riuscirà a tirar fuori tutto il meglio di sè per cercare di vincere la propria sfida col Destino, che le vuol togliere proprio ciò che lei desidera tanto...!
Protagonisti, insieme a Rebecca, di questa avventura sono i ragazzi; in certi momenti mi sembrava di essere lì con loro, a scuola, al parco, per strada...
Grazie ad un linguaggio molto semplice, colloquiale e vivace, grazie alla descrizione vivida ed  immediata di fatti, persone, luoghi e situazioni, resa dinamica  dall’uso della prima persona per la narrazione – vivremo le avventure di Rebecca così come lei le vive, “ascoltandole” direttamente dalla sua bocca -, dai dialoghi realistici, le scene ci scorreranno davanti come in un film.
Leggendo, mi sembrava di guardare quelle serie tv che tanto ho amato quando avevo la stessa età della nostra piccola eroina, tipo Beverly Hills 90210 o, per restare in Italia, “I ragazzi del muretto”, dove a far da padrone sono i giovanissimi con le loro piccole e grandi problematiche: la scuola, i rapporti con l’altro sesso, certe amicizie sempre in bilico tra l’amore e l’affetto amicale, i bulli da cui difendersi (da evitare...), le ragazze-ochette, sempre dietro al “figo” della scuola , un pò sciocchine ed invidiose...; dietro a tutto questo, i problemi veri, quelli che gli adolescenti affrontano a modo loro, sospesi tra una maturità non ancora raggiunta e un atteggiamento puerile ed un pò capriccioso, di chi non sa..., non riesce ancora (non subito, almeno!) ad accettare cose sgradevoli; in fondo, chi vorrebbe mai vivere le separazioni tra i genitori, la morte di uno di essi, le seconde nozze della mamma, la scomparsa prematura di un giovane nel pieno degli anni, la delusione in amore, il disprezzo e lo scherno dei coetanei, la brutta sensazione di essere imbranata, di non riuscire a combinarne una buona?
Credo nessuno..., beh allora tanto meno un’adolescente!
Rebecca è una ragazza che si sente sempre un pò impacciata ovunque e con chiunque ma che desidera essere apprezzata, amata: dalla madre – troppo impegnata con il lavoro e le amicizie -, dalla pacata e fatalista amica Francesca, dagli amici di scuola, come il “bello e dannato” Marco – un tipetto davvero tosto, cocciuto, spavaldo, ma che alla fine dimostra di essere sensibile –, dal suo migliore amico Alessandro (che la capisce al volo), anche da Filippo, fratello di Alessandro e da sempre in contrasto con la povera Rebecca, da lui ingiuriata anche per un nonnulla.
Ma soprattutto da Dario, di cui la nostra protagonista è tanto innamorata; tanto da essere pronta a fare qualsiasi cosa per lui.
A dire il vero, emerge dal romanzo una Rebecca molto generosa, che proprio non riesce a star ferma mentre le “cose scorrono”, che si dichiara pronta a darsi da fare come meglio può per far andare le cose nel modo che lei crede sia meglio per tutti; fosse per lei, nessuno dovrebbe soffrire e vorrebbe evitare problemi ai suoi amici!

Mi ha fatto sorridere – di tenerezza – la semplicità con cui l’Autrice dà voce ai giovani “attori” di questo piccolo palcoscenico da lei costruito: ogni personaggio ha il suo aspetto fisico, il suo carattere, il suo modo di esprimersi e si impara a conoscerli pian piano, ad apprezzarli, a capirli, alcune volte ci faranno commuovere, altre spazientire...; ma è così, son giovani...!
E i ragazzi vivono tutto con tanta passionalità, con ardore, amplificando le emozioni e ciò che per un adulto è una sciocchezza, per un adolescente è di fondamentale importanza.
C’è molto spazio per i sentimenti, per le “elucubrazioni mentali” di Rebecca, che cerca di sbrogliare la matassa aggrovigliata a causa della mano del Destino, che si diverte (apparentemente) a “prenderla in giro”, a comparire e scomparire prendendo le sembianze ora di un volto, ora di un altro.
Eppure, ogni volta, qualche indizio viene dato a Rebecca, perchè col tempo possa farne tesoro e mettere la tessera del mosaico nel posto giusto.
Così, di pagina in pagina, vivremo insieme a lei questa avventura, di cui non voglio anticipare nulla, anche perchè avviene tutto in una settimana, dove ci sono molte novità, molti cambiamenti, tutti da gustare a loro tempo; leggendo, arriveremo a quello che credo sia il pensiero dell’Autrice, e che lei mette in bocca a un personaggio della storia: “Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un’altra cosa., perchè in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te...”.
Mi sono commossa alla fine, quando il sipario è sceso giù a nascondere Rebecca e gli altri, ma non vi dico il perchè, tranquilli, vi svelerei troppo ^_^
È un romanzo che si legge velocemente, perchè – come ho già detto – dinamico è il ritmo della narrazione, molto semplice il linguaggio, breve è l’arco di tempo in cui gli episodi son racchiusi e, più di tutto, veloci son gli eventi stessi e il modo in cui si susseguono, raccontati dalla “voce” concitata della giovanissima Rebecca, con la quale condividiamo le emozioni.
Solo su una cosa più di una volta ho “imbronciato il muso”: santa pace, ma quanti schiaffi volano???
E soprattutto, mi rivolgo all’Autrice: se dovessi (come ti auguro) scrivere un altro libro, per favore, diamo alle donne l’autorizzazione di tirar calci ai maschietti un pò troppo fighetti un bel calcetto lì dove non batte mai il sole? Tanto per dar loro una lezioncina e farli abbassare la cresta?
Come vedete, la mia richiesta è semplice, diretta e legittimamente fondata, considerato che a scuola di questi tipi li avremo incontrati anche noi! ;)

Detto questo, esprimo la mia valutazione positiva sul romanzo, in quanto ha raccontato una storia che, pur avendo come attori protagonisti dei semplici teen ager, con il loro modo di parlare schietto, le loro reazioni esagerate, le loro “grane” quotidiane, ruota attorno ad un argomento che da sempre ha affascinato ed affascina l’essere umano: il senso della nostra vita, la direzione che le diamo, ma anche l’Inevitabile, il Destino che ci mette davanti a delle scelte (o davanti al “fatto compiuto”, altre volte) e la forza di volontà che noi contrapponiamo ad esso, nella misura di quanto siamo in grado di metterci in gioco.
Forse non sempre riusciremo a vincere, ad ottenere i cambiamenti che vogliamo; ma quanto è bello sapere di averci provato, di non aver mollato, di aver agito come meglio potevamo non solo per il nostro bene, ma tanto più di quello di chi amiamo.
Ringrazio l’Autrice de IL RAGAZZO DEL DESTINO per l’opportunità di avermi passato il libro per poterlo leggere; ne consiglio la lettura perchè regala dei momenti piacevoli e allo stesso tempo riesce a puntare i riflettori su argomenti seri, ma sempre con la freschezza e la passionalità della giovinezza.


Guai a perderla....!


P.S. Ehm.. lo so, sono stata un pò lunghetta ma l'ho scritto subito dopo aver chiuso il libro ed ero ancora immersa nella storia ;=)
(Angela I.)
Recensione a cura del Blog I Mille e un Libro:

Quante volte ci siamo sentiti dire o abbiamo detto noi stessi "eh sivede che era destino", oppure abbiamo fantasticato su cosa ildestino ci riserva? Maria Elena Gattuso ha deciso di scrivere unromanzo sul destino e l'ispirazione è nata da un caso curioso che leè capitato di persona: infatti come avevo scritto nella scheda dipresentazione del libro, "un ragazzo a lei sconosciuto un giorno lesalvò la vita, catturando in modo insolito la sua attenzione".
Protagonista e voce narrante - è scritto infatti in prima persona - èRebecca, una sedicenne con una selvaggia chioma rossa tanto cheè soprannominata "Anna dai capelli rossi", che si divide tra scuola,amici e primi amori... insomma conduce una vita comune come tantiadolescenti. Questo finchè, un giorno, un misterioso ragazzointerviene a salvarle la vita mentre Rebecca sta attraversando lastrada. Come la ragazzina avrà ben presto modo di scoprire, quelragazzo che di nome fa Raffaele, in quel momento era, per cosìdire, "posseduto" dal Destino che lancia una sfida a Rebecca: oarrendersi a lui o cercare di contrastarlo e dimostrare che aldestino si può anche sfuggire. Rebecca non ci pensa due volte eaccetta questa sfida che durerà sette giorni: se al termine deigiorni prefissati Rebecca sarà riuscirà ad opporsi a tutti gli ostacoliche il Destino le mette davanti e a non soccombere, allora avràvinto. Riuscirà la nostra protagonista a vincere la sfida?
"Il ragazzo del destino" è un bel romanzo adatto soprattutto ad unpubblico molto giovane, anche in virtù del fatto che la storiaraccontata è quella di un gruppo di adolescenti alle prese con iproblemi tipici di quell'età ma anche con avvenimenti forse un po'esagerati a volte per essere vissuti da dei ragazzini - ma in fondo iromanzi sono fatti anche per vivere avventure impossibili, no? ;) -,e questo potrebbe portare ad una sorta di identificazione con iprotagonisti.
L'elemento fantasy, e cioè il Destino che si impossessa via via dellevarie persone care a Rebecca, è un soggetto che compare davveropoco, e sinceramente mi aspettavo che fosse più presenteall'interno del romanzo, mentre resta quasi marginale. Vengonotrattati anche argomenti più seri e delicati, come il bullismo, checome sappiamo tutti è una problema molto grave nella nostrasocietà e trovo che parlarne in un romanzo rivolto agli adolescentisia un modo per lanciare un messaggio importante.
L'elemento fantasy, e cioè il Destino che si impossessa via via dellevarie persone care a Rebecca, è un soggetto che compare davveropoco, e sinceramente mi aspettavo che fosse più presenteall'interno del romanzo, mentre resta quasi marginale.
Per quanto riguarda la protagonista, Rebecca, c'è da dire che mi hacolpito molto, perchè è davvero un bel personaggio, una ragazzacon un carattere forte e deciso, anche un po' irruento a volte, chenonostante tutto non si lascia mai abbattere dalle difficoltà che le siparano davanti e non ha nessuna intenzione di soccombere aldestino, qualunque esso sia. Il suo personaggio è ben delineato,spicca tra tutti gli altri, che invece risultano un po' menocaratterizzati e forse questo dipende anche dal fatto che ipersonaggi sono davvero tanti e non è facile farli emergere tuttiquanti; un numero ridotto di personaggi, ma più approfonditi,avrebbe giovato sicuramente al racconto.
Lo stile è molto scorrevole e semplice, il romanzo procede in modofluente senza tempi morti, con frequenti flash back dellaprotagonista, inseriti perfettamente nel racconto creando così uncontinuum tra il passato e il presente della giovane Rebecca.Nonostante questo però devo rilevare una cosa, e cioè che si notaun po' di ingenuità in alcune scelte stilistiche, ad esempio la ricercadi aggettivi particolari (es. c'è una frase in cui si parla di occhi"ardui"; mi sembra una scelta non felicissima, magari era meglioscrivere semplicemente "duri", senza voler cercare un sinonimo atutti i costi) o perifrasi per definire una persona senza scrivere ilnome proprio (es. "la fanciulla messicana"...) che tendono adessere un po' superflue e a volte pesanti.
Comunque, nonostante questi piccoli difetti, "Il ragazzo del destino", è un buon romanzo d'esordio, ed stata una lettura gradevole e interessante, un libro dal tema sicuramente originale,leggero ma che fa anche riflettere, e che mi sento di consigliare in particolar modo ai ragazzi più giovani, e perchè no, anche a quellipiù "cresciutelli"!


Voto: ♥ ♥ ♥ 1/2



P.S. ringrazio moltissimo Maria Elena Gattuso per avermi dato lapossibilità di leggere il suo romanzo!
Poi due segnalazioni a riguardo: su Anobii c'è una catena di letturapromossa dall'autrice per tutti coloro che vogliono leggere il suolibro (QUI), e stasera potete ascoltare un'intervista a MariaElena Gattuso QUI!
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Recensione a cura del Blog La Locanda dei Libri:

 

Protagonista e voce narrante di questo romanzo è Rebecca, soprannominata “Anna dai capelli rossi” per l’evidente colore dei sui capelli.
Rebecca è una ragazzina di sedici anni come tante altre, divisa tra scuola, famiglia e amici. Dentro al suo cuore scalcia il tormento del primo importante innamoramento della sua vita.
Fino a qui tutto normale… poi un giorno, mentre Rebecca cammina per strada, un ragazzo a lei sconosciuto riesce ad attirare la sua attenzione con bizzarri gesti, impedendole di essere investita e salvandole così la vita.
Ma le prove per Rebecca non sono ancora finite. La ragazzina si troverà faccia a faccia con il Destino in persona, che di volta in volta prenderà possesso dei corpi delle persone a lei care, per lanciarle una sfida: avrà sette giorni di tempo per opporsi al Destino, se Rebecca riuscirà a non cedere agli ostacoli e ad arrivare al termine dei sette giorni, allora avrà vinto.
Il leitmotiv di questa storia è un aforisma di Arthur Schopenhauer: Nella vita accade come nel gioco degli scacchi: noi abbozziamo un piano, ma esso è condizionato 
da ciò che si compiacerà di fare nel gioco degli scacchi l’avversario, nella vita il destino”.
È proprio quello che succede a Rebecca: una partita a scacchi con il proprio destino. Ma è universalmente riconosciuto che, per avere anche solo una possibilità di vincere la partita, bisogna dimostrasi abili giocatori.
L’autrice ci fornisce due esempi di come si possa affrontare una simile partita: uno è Rebecca, che non si arrende, che si incaponisce e va avanti per quella che crede essere la strada migliore; l’altro potrebbe essere rappresentato dalla sua amica Francesca, che è una fatalista, sottomessa agli eventi. In sintesi vediamo in Francesca l’alter ego di Rebecca.
Il libro è scritto sotto forma di diario della protagonista.
Veniamo quindi trasportati nel suo passato, durante gli anni del liceo, e quello che ci si presenta è il classico mondo adolescenziale che tutti abbiamo vissuto… una piccola trincea: troviamo i bulli con i loro comportamenti aggressivi e pericolosi, poi ci sono i “fighi” della scuola, quelli intoccabili che dettano legge e meritano rispetto (ma non si è ancora capito per quale preciso motivo), ci sono i ragazzi normali che cercano di sopravvivere come meglio possono ed in fine nell'angolino scoviamo gli “sfigati”, cioè quelli che in un modo o nell’altro se le prendono!
La vicenda si snoda e si complica fondamentalmente in questo micro-mondo. 
 Viene anche trattato un tema che, secondo me, sta diventando sempre più importante: il bullismo. Da non sottovalutare.
È sicuramente un libro adatto a un pubblico molto giovane, una sorta di romanzo di formazione, ma dai toni leggeri. Lo stile dell’autrice è infatti fresco e semplice, ma riesce a farci entrare perfettamente in contattato con i sentimenti della protagonista. 
Se letto con occhio troppo superficiale, potrebbe sembrare un raccontino sugli intrallazzi degli adolescenti, ma secondo me bisogna andare oltre e scovare il messaggio di fondo dell’autrice: credere in se stessi, non arrendersi e trovare il coraggio per tentare di raggiungere i propri obbiettivi.

Penso che sia il finale il cuore pulsante di questo libro, un finale amaro ma maledettamente reale, che ci ricorda una verità fin troppo chiara: ci sono cose che non si possono cambiare in nessun modo, bisogna solo imparare ad accettarle e andare avanti... sto parlando dell'ultima mossa... lo "scacco matto" che ci riserva il destino.
 
"Il ragazzo del destino" è un romanzo che ci porta inevitabilmente a riflettere.

Recensione a cura di Claudia Gianasso



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