Scheda dell'Opera

TitoloIL RAGAZZO DEL DESTINO
Autore: Maria Elena Gattuso

Editore: Il Ciliegio Edizioni
Caratteristiche: formato 14x21
ISBN: 978-88-88996-79-0
Pagine: 336
Prezzo: €. 17,00
Collana: Narrativa
Descrizione: Il Destino, un insieme di eventi inevitabili e non solo. Nelle sue molteplici forme diviene umano possessore di corpi quasi assenti. Attorno ad esso, la vita di Rebecca, dolce e pensierosa, mossa da una inavvertita voglia di cambiamento. Tra i due un patto. Quest'ultima la parola chiave che lega immaginazione e calamità ad un breve arco di tempo: sette giorni alla protagonista per poter sconfiggere il fato. In lei, una domanda catartica, l'attrazione per le cosiddette coincidenze e un susseguirsi di prove che rendono instabile e lacunoso il suo cammino di trasformazione. Tra le pagine, l'Amore, inteso come cuore pulsante che recita realtà e desideri, lontano da spiegabili eventi e vicino a tipiche suggestioni giovanili. Eppure, il fulcro del romanzo resta la volontà. Ciò che muove il mondo è il non arrendersi anche quando scompare un ultimo spiraglio.

INCIPIT:

"Quel giorno sarei dovuta morire. Quel giorno sarei andata direttamente al Creatore. O forse me la sarei cavata con un trauma cranico e un paio di costole rotte. E invece no. Il Destino aveva altri progetti per me.Voi credete nel Destino? Io lo combatto, o almeno ci provo. Ma per quanto mi sforzi è tutto inutile. Mi sconfigge sempre.E questo fatto mi brucia da morire. Mi chiamo Rebecca Laida e all’epoca avevo sedici anni. Lasciate che vi racconti la mia storia

 


Capitolo 1

 

Mercoledì 22 settembre 2004

 

Dario era tutto. Ogni singolo filo d’erba. La luce che trapelava dalla finestra della mia stanza. Il respiro affannato di chi ha sfidato il tempo correndo. L’acqua dissetante e pura di un ghiacciaio. La terra brulla sotto i passi incerti di un bambino. Il suono del vento che accompagna i ricordi. Le spighe di grano ormai secche... possedeva una freddezza di cui molti avrebbero fatto anche a meno. Dario era il niente. Il silenzio funesto che segue una risata. L’avvenire senza ritorno. Il grido di chi non ha voce. La melodia di un pianoforte scordato. Il profumo di una torta insapore. Dario era il tutto e il nulla nel medesimo istante. Il mondo attraverso i miei occhi aveva la sua interpretazione. E io l’amavo, come lo amo tuttora (...)"