L'autrice

Maria Elena Gattuso è nata a Montalcino (Siena) nel 1988 e risiede a Scandicci (Firenze). Ha conseguito la laurea in Comunicazione Linguistica e Multimediale, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli studi di Firenze. Attualmente è iscritta alla Laurea Magistrale in Scienze dello spettacolo (Prosmart), situata a Prato. Contemporaneamente frequenta la scuola di formazione per giovani attori "Il Mestiere del Teatro" del Teatro Stabile Metastasio di Prato. Nel 2013 pubblica "Le Note della Mente", racconto breve scaricabile gratuitamente. Sempre nello stesso anno viene pubblicato il suo racconto "Occhi Spenti" nell'antologia "I dieci anni del Ciliegio" - antologia di autori vari, Edizioni Il Ciliegio. Nello stesso anno esce “Gli Artigli del Diavolo”, racconto giallo in formato ebook.

 

 Il ragazzo del destino (2011), edito da Il Ciliegio Edizioni  è la sua opera prima.

 

L'ispirazione per questa storia le è venuta in seguito a un fatto realmente accaduto: un ragazzo a lei sconosciuto un giorno le salvò la vita, catturando in modo insolito la sua attenzione. Non ha mai potuto ringraziarlo.

 

Intervista a cura del Blog Il Portale Segreto

Per leggere l'intervista sul blog clicca qui

 

 

Ciao Elena! Benvenuta nel salotto letterario del Portale Segreto! Ti andrebbe di presentarti ai lettori del blog? Parlaci un po' di te...
Ciao! Sono un’autrice esordiente di 24 anni che cerca di far conoscere la propria opera… Per un esordiente questo non è affatto facile, per questo ti ringrazio per lo spazio che mi hai dedicato nel tuo salotto!

 

Adesso parliamo del tuo romanzo. Ti va di dirci qualcosa a riguardo? Di cosa parla?
Il romanzo narra di una sfida vera e propria con il Destino, concepito come entità che si impossessa delle persone per muoverle secondo i suoi piani. La protagonista è una liceale, Rebecca, che dovrà superare delle prove e reagire a determinate situazioni per riprendere in mano la propria vita e per far valere la sua volontà sul corso degli eventi.


Ho letto che l'idea del romanzo nasce da un'esperienza vissuta realmente. Ti va di raccontarcela?
Accadde in seconda superiore, un ragazzo iniziò a salutarmi e a inviarmi baci dal retro di un autobus mentre stavo attraversando la strada. Il perché l’abbia fatto ancora mi è ignoto, in ogni caso quel gesto mi ha permesso di guadagnare quei secondi necessari per impedirmi di essere investita.


Hai più incontrato quel ragazzo? Speri che in qualche modo scopra il libro e ti riconosca?
No, non l’ho mai più rivisto, né penso si ricordi di questo episodio, sono passati tanti anni... Però non si sa mai! 


"Il ragazzo del destino" è la tua prima opera. Come ti ha cambiato quest'avventura?
Spero in positivo, ma questo non sono io a doverlo affermare. Sono cresciuta con la storia e questo è stato molto bello. Adesso capisco tutte le insicurezze che avevo e le ricordo con un sorriso. Sedici anni sono un’età tremenda e al tempo stesso magica, onirica, che ti pone di fronte ai primi problemi, ad affrontare delle scelte, a lottare con le proprie paure e a credere fermamente nelle persone che hai accanto.



C'è un autore o un libro in particolare che ti ha ispirata per la stesura di questo romanzo?
Per quanto riguarda il personaggio di Marco ho voluto fare un tributo alla saga Animorphs, di K.A. Applegate, che ho seguito con impazienza e che mi ha tenuto compagnia per diversi anni. In questa saga (se non erro sono 52 libri usciti in italia, ma ultimamente sono riuscita ad avere la traduzione anche degli ultimi due, il n. 53 e 54)  c’è un personaggio che si chiama Marco e che a grandi linee assomiglia al ragazzo descritto nel libro. Per quanto riguarda invece la trama non ho preso ispirazioni da altri romanzi.


I personaggi sono ispirati a personaggi realmente esistenti o sono il frutto della tua fantasia? Che rapporto hai con loro? E qual è il tuo preferito? 
Alcuni personaggi sono completamente inventati, altri invece sono il frutto di alcuni aspetti presi da persone che realmente conosco, ma che spero non se ne accorgano o quantomeno che non ci facciano caso. D’altra parte io ho una mia visione di certe parti del loro carattere nella quale le persone da cui ho preso spunto possono benissimo non identificarsi. Probabilmente un personaggio nasce comunque da dentro l’autore e se assomiglia in parte a qualche persona conosciuta realmente è perché tale persona è riuscita a lasciare un qualcosa di sé (un’emozione, un lato del carattere, un dialogo) nell’animo dell’autore, che in seguito ha riveduto e corretto secondo il proprio punto di vista.
Il mio rapporto con i personaggi è diventato tale che li considero come vecchi amici d’infanzia, ognuno con le sue paturnie, i suoi pregi e i suoi difetti. Il mio preferito? Non saprei. Li amo e li detesto tutti quanti.


Nel libro parli di destino. Puoi spiegarci come la pensi su destino e libero arbitrio?
Penso che la forza di volontà sia il pilastro sul quale costruire i propri progetti, ma non sempre è sufficiente, a volte occorre anche un pizzico di fortuna o un’inaspettata coincidenza per cambiare il corso degli eventi. In ogni caso siamo condizionati dall’ambiente circostante. Citando una frase di Schopenauer: Il destino mescola le carte e noi giochiamo… Ne parlo in modo più approfondito qui:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=EZYVqh6bkqw

 

Quale canzone e quale colore abbineresti al tuo romanzo?
Ad un certo punto nel libro, quando ci addentriamo verso la fine del romanzo,  all’inizio di ogni capitolo ci sono delle strofe di una canzone di Mango – “La Rondine” che è dedicata a uno dei personaggi principali e ha a che fare con un certo sogno ricorrente della protagonista, una sorta di “premonizione”, se così si può definire. E’ stata realizzata anche una versione da Wmj feat Francy e la preferisco a quella di Mango semplicemente per il fatto che è cantata da una donna e quindi è più attinente alla trama del libro. Un colore? Nel libro ci sono vari salti temporali, quindi direi il color Seppia per il passato, Il verde per il presente (come la copertina del libro) e l’azzurro per il futuro…


Solitamente quali sono il momento e il luogo che preferisci per scrivere?
Dipende dal momento in cui arriva l’ispirazione, che spesso è facilitata dalla vista del mare, della natura, o dai paesaggi stagionali. I luoghi precisi? In camera mia d’inverno e in giardino in primavera.


È stato difficile portare a termine questo libro? Cosa hai provato quando hai scritto la parola "fine" alla tua storia?
Ci sono voluti anni, ma ero abbastanza determinata nel volerlo terminare. Quando ho scritto l’ultima pagina ho avuto una strana sensazione, di vuoto e di completezza al tempo stesso. Era come se avessi racchiuso i personaggi in quelle pagine e non potessi più renderli partecipi di altre avventure, se non rileggendo la storia…


Come ti senti all'idea di sapere che il tuo libro è in mano al pubblico? Temi il giudizio dei lettori? C'è un messaggio che vorresti mandare ai tuoi lettori?  Cosa speri dalla pubblicazione?
Lasciando da parte il fatto che sono molto critica e che quindi molte cose che ho scritto anni fa oggi le rivedrei di nuovo (ma non sarebbero più le stesse), non temo il giudizio dei lettori, ma apprezzo le critiche costruttive, perché mi stimolano a migliorare. Mi dispiace quando determinati aspetti non vengono compresi o quando ad esempio un lettore fa riferimento all’incoerenza dei personaggi. Un personaggio non è mai incoerente, bensì nella sua apparente incoerenza, c’è sempre un filo conduttore, una coerenza di fondo. Invito in ogni caso tutti i lettori, se ne hanno voglia, a comunicarmi i loro pareri e le loro impressioni, nel bene o nel male. Ringrazio inoltre tutti coloro che mi hanno manifestato i loro pareri positivi, ma che soprattutto hanno compreso l’essenza del romanzo. Mi auguro che con la pubblicazione il libro possa essere conosciuto in particolar modo dai ragazzi, poiché sono molto curiosa dei loro pareri.


Hai qualche consiglio da dare agli aspiranti scrittori? Ti va di raccontarci come sei arrivato alla pubblicazione?
Il consiglio che posso dare è di non pagare per veder pubblicate le proprie opere. Il compito dell’autore è scrivere, il resto è compito dell’editore. Non credete a chi vi chiede 3000 e passa euro per una pubblicazione, ma riponete la vostra fiducia in chi è talmente pazzo da investire nella vostra opera. Prima di cercare un editore mi sono tutelata tramite la SIAE, dopodiché ho iniziato a mandare il romanzo in giro alle case editrici. Ho ricevuto diverse proposte di pubblicazione con contributo, ma non ho accettato. Il libro è di 336 pagine (e quindi lungo per i parametri standard di un emergente, secondo alcune case editrici), io sono una scrittrice esordiente, giovane e sconosciuta… Chi mai avrebbe potuto investire su di me? Le critiche non sono mancate, ma alla fine è arrivata la telefonata de Il Ciliegio Edizioni, che mi comunicava l’esito positivo della lettura del romanzo.


Qual è il tuo libro o autore preferito?
Non lo so! Cime Tempestose di E. Bronte? Spirito d’Amore di Daphne du Maurier? Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde? Non lo so! Anche Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr Hyde!
Mi piace molto leggere e spazio tra vari generi.


I libri: cosa sono per te? 
I libri sono una fonte di continua conoscenza e immaginazione. Aprono la mente in mondi sconfinati e aiutano a crescere.



Hai altri progetti letterari in futuro? Puoi darci qualche anticipazione?
Sì mi piacerebbe scrivere ancora… Attualmente sto ideando una storia legata in qualche modo al Fato ma da un altro punto di vista.


Hai altro da aggiungere per i lettori del Portale Segreto?
Spero di non avervi annoiato! Se vi può interessare questo è il sito dedicato al libro:

http://ilragazzodeldestino.jimdo.com/

Ti ringrazio per avermi dedicato un po' del tuo tempo, sono felice di aver avuto l'occasione di ospitarti nel mio salotto per fare quattro chiacchiere insieme!
 

Grazie mille a te, per un autore esordiente vuol dire tanto!

Microintervista a cura del Blog Libri e Caffèlatte

Per leggere l'intervista sul blog clicca qui

 

1- Nel tuo romanzo si parla di Destino e VolontàDurante la tua intervista(QUI! per chi volesse) reciti un aforisma di Schopenhauer:
"Nella vita accade come nel gioco degli scacchi: noi abbozziamo un piano, ma esso è condizionato da ciò che si compiacerà di fare nel gioco degli scacchi l'avversario, nella vita il destino."

Quindi, il tuo avversario lo consideri un nemico da sconfiggere o uno stimolo per mettere alla prova la tua volontà?
Entrambe le cose. Spesso molte difficoltà che appaiono come spine nel fianco alla fine si rivelano funzionali per raggiungere la meta prefissata. Per risponderti in modo sintetico e con un proverbio: Non tutto il male viene per nuocere!


2-Il tuo romanzo prende vita da un fatto realmente accaduto. Quanto c'è di vero e quanto di "romanzato"?
Non penso vada mai svelato totalmente quanto c'è di vero in un libro, in ogni caso un ragazzo un giorno mi ha distratta dal finestrino di un autobus, salutandomi e lanciandomi baci con le mani, facendomi guadagnare quei secondi necessari per non essere travolta da uno scooter. Questo è vero. Il punto è che ignoro chi fosse e inoltre non l'ho mai più rivisto.

3-Visto che non hai potuto ringraziarlo, c'è qualcosa che vorresti dirgli?
Gli direi che per colpa sua non solo sono ancora viva e vegeta, ma ho scritto perfino una storia che lo riguarda. Che si assuma le sue responsabilità!

Grazie Maria Elena!
In bocca al lupo.


Intervista a cura del Blog The Soul of Chii2009

Di seguito è riportata una parte dell'intervista priva di spoiler. Per leggere l'intervista sul blog con eventuali spoiler sulla trama clicca qui.

 

Chi è Maria Elena Gattuso? Non la scrittrice ma la donna. Ti va di parlarci di te?

Passaparola. No dai, sto scherzando. E’ una domanda cruciale, anche perché non so mai cosa dire. Credo che l’anima di una persona si rispecchi in ciò che scrive. E nel libro c’è davvero tanto… (che poi piaccia o no, è un altro discorso eh XD)


Più volte ho letto che il tuo libro è nato da un episodio che ti è capitato. Ti va di parlarcene?


Certo, in pratica un ragazzo a me sconosciuto un bel giorno ha deciso di salutarmi e di inviarmi baci con le mani dal finestrino di un autobus. Ignoro il motivo per cui l’abbia fatto, ma questo mi ha permesso di guadagnare quei pochi secondi di tempo per evitare di essere investita. Una vera fortuna.

La protagonista del tuo libro, Rebecca, non accetta il Destino in modo passivo e lo sfida. Tu invece come ti comporti davanti al Destino? Lo sfidi o lo accetti passivamente? 

Lo accetto quando mi fa comodo, altrimenti è una lotta perpetua, anche se devo dire che ogni tanto andiamo d’accordo. E poi, detto fra noi, arrendersi è troppo facile…

Rebecca ha una forte volontà per essere una liceale. Come è nato questo suo caratterino? 

Penso che la maggior parte del suo carattere derivi dalla mia testa calda, non ero poi una persona così tranquilla qualche anno fa, o meglio, non sopportavo né sopporto tuttora determinate ingiustizie. Nel corso della storia il suo personaggio si trasforma e le insicurezze vengono meno per lasciar posto a una fermezza che non sapeva nemmeno di possedere; forse è proprio nelle situazioni estreme che certe persone riescono a dare il meglio di loro stesse (o il peggio).

Francesca Profeti, la migliore amica di Rebecca,è legata alla figura di qualche tua amica o al tuo ideale di migliore amica?

Sono contenta che tu mi abbia fatto questa domanda! Francesca rispecchia molti aspetti e caratteri di alcune mie compagne del liceo che sento e vedo tuttora. E’ l’amica che un po’ tutti vorremmo avere e sebbene io stessa non sopporti la sua passività dinnanzi alle situazioni, è una persona che c’è sempre quando ne hai veramente bisogno. E questo, anche se banale, non è da poco.

Dario e Raffaele sono i ragazzi che fanno battere il cuore della nostra protagonista. Ti sei ispirata a persone che realmente conosci? A qualcuno che in passato a fatto battere il tuo cuore? ( Sorry ma sono curiosa :P)

Ahah! Ma certo! Dario ha molti aspetti di una persona che ho realmente conosciuto… anche se dubito che sia a conoscenza del libro o anche solo del fatto che possa essermi ispirata a lui per un personaggio. Per quanto riguarda Raffaele la questione è più complessa: è un personaggio contorto e sebbene abbia alcune caratteristiche di varie persone a me note, il risultato finale è talmente lontano da ognuna di esse che lo rende a suo modo unico nel suo genere. E anche terribilmente odioso, sebbene non ai livelli di Filippo

Il Destino si presenta con vari aspetti a Rebecca e in alcuni casi l'aiuta per darle la possibilità di giocare ad armi pari. Possiamo dire che sia misericordioso, umano? Che ne pensi?

Il Destino nel libro è bizzarro e si tramuta in una sorta di jolly oserei dire. Un giorno dà una mano a Rebecca e quello dopo le taglia le gambe. Eppure tutto fa parte del suo mistico piano. A volte traspare un suo lato quasi umano, anche se di umanità ne ha ben poca. E’ affascinato dal genere umano, non tanto perché reputa le persone più intelligenti di lui, anzi, ma rimane spesso sorpreso e piacevolmente meravigliato dalle reazioni delle persone e, nel caso specifico, di Rebecca. Credo che sia insito negli uomini non arrendersi finché rimane uno spiraglio di speranza
.

La Banda Bassotti e le ochette delle scuola sono tipici esempi di bullismo, ormai presente un po’ ovunque. Hai mai assistito ad atti di bullismo? Se sì, hai fatto qualcosa per combatterlo?


Sì, ho assistito a diversi episodi, ma un giorno mi sono svegliata e l’ho combattuto con l’unica maniera possibile: la determinazione. E ha funzionato.

Credo che "in cantiere" ci siano altri progetti. Vuoi dirci qualcosa in merito ?( mi piacerebbe leggere un altro tuo libro *-*)


Grazie! Ancora è tutto un calderone, inoltre spero tra un anno di avere il tempo per potermi dedicare a pieno a questa storia, ma intanto alcuni capitoli sono già stati abbozzati. Per il resto non dico altro, ma mi farebbe piacere in ogni caso che tu possa leggerla!

Grazie per la disponibilità. la pazienza e le risposte. In bocca al lupo per il tuo futuro , un bacione.


Grazie mille a te! E a presto!!

Alla prossima intervista ^_^
Chii2009 

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Intervista a cura del Blog I Miei Sogni tra le Pagine

Benvenuta nel nostro piccolo spazio virtuale Maria Elena. Ti piacerebbe fare una piccola presentazione di te ai nostri lettori?
Ciao Simona! Sono una "studentessa" come tante che deve finire l'università. Devo ammettere che di carattere sono abbastanza testarda, anche se spesso rifletto troppo sulle cose e su tutto ciò che mi circonda. Pensare troppo non sempre è utile. Mi piace leggere di tutto e adoro i cartoni animati come The Slayers e Rayearth. A breve compirò 24 anni e il giorno dopo, il 1 ottobre, sarà un anno dalla data di pubblicazione del libro, per questo invito chi fosse interessato a leggerlo a partecipare al giveaway sul blog La Fenice Book! ^^
Ho letto qualche tua precedente intervista e quindi cercherò di non cadere in domande scontate o a cui hai già largamente risposto. Spero di riuscire nel mio intento. Cosa rappresenta la scrittura per te? 
E' un modo di esprimersi, come la pittura o il teatro. E' iniziato tutto come un gioco e ancora adesso raccontare storie, o meglio, viverle in un mondo immaginario e trasmetterle sulla carta, è un qualcosa di mistico, di magico, che suscita sempre una qualche emozione. Il difficile è il riuscire a far entrare il lettore nel tuo mondo, non sempre è possibile, ma quando accade è una sensazione unica di condivisione e capisci che forse è meglio aspettare prima di darti... all'ippica!

Nel tuo romanzo racconti la profonda amicizia tra Rebecca e Francesca. Anche tu hai un’amica del cuore di cui non potresti mai fare a meno?
Al liceo avevo amiche che sento tuttora. Francesca è una fusione tra tutte quante. All'epoca credevo molto nell'amicizia, poi invece ho passato degli anni in cui per vari motivi non la ritenevo più possibile. E invece mi sono accorta che le persone che ti vogliono bene alla fine ritornano sempre...

I personaggi del testo sono tutti frutto della tua fantasia o c’è qualcuno che nasce in relazione a persone realmente esistenti?
Gli spunti a persone realmente esistenti non sono mancati! Spesso ho fuso aspetti di persone completamente diverse e il personaggio in seguito ha preso vita da sé... Non credo sia possibile avere tutto in mente. In questo caso avevo chiari l'inizio e la fine della storia, ma nella parte centrale i personaggi si sono comportati come volevano... E infatti guarda che caos!

Ne “Il ragazzo del destino” ci sono varie scene che si svolgono in ambito scolastico. Tu che ricordi hai della scuola?
Nostalgici, nel senso che sono contenta che sia finito come periodo per quanto riguarda le ore di lezione giornaliere, le pagelle ecc, ma al tempo stesso sono consapevole che non ritornerà più. Mi ricordo tante persone, da quelle che facevano il giornalino scolastico, al coro della scuola, al laboratorio di teatro e a quelle del match di improvvisazione teatrale. Inoltre col tempo si tende a ricordare solo le cose belle, quindi la maggior parte delle memorie che ho sono piacevoli. 

Il libro affronta tematiche importanti, io ne ho colte due: non soccombere alla fatalità del destino e la piaga del bullismo. Quando hai iniziato la stesura del testo, ti sei riproposta di comunicare qualche messaggio importante ai tuoi lettori? Se sì, quale?
Allora ci tengo a precisare che quando ho scritto il libro non miravo essenzialmente nel voler mostrare un aspetto del bullismo, ma ho notato che molti lettori non sono rimasti indifferenti a questo tema, che per me era funzionale al romanzo, sebbene implicitamente fosse una critica a queste situazioni che purtroppo ci sono. Quando ho iniziato a scriverlo volevo far capire quanto a volte siamo impotenti dinnanzi a ciò che ci circonda. Spesso i nostri sforzi sono inutili, ma a volte invece ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi. In ogni caso non bisogna mai arrendersi, altrimenti in seguito non potremmo mai perdonarci di non aver tentato.

So che ti è già stato chiesto, ma non resisto. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Per caso, hai già in cantiere qualche nuovo libro? Vuoi rivelarci qualcosa?
Sì, ma mi manca il tempo per scriverlo e mi dispiace. Però prima o poi lo troverò! Per adesso è tutto molto vago, dico solo che affronta un tema particolare.

Che dire di più, io ti ringrazio molto per la cortesia e la disponibilità. Complimenti per il tuo primo successo e ti faccio un grande in bocca al lupo per il tuo avvenire!
Grazie a te, sei stata molto gentile! A presto!!
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Intervista a cura del Blog Pane e Paradossi

Per leggere l'intervista sul blog clicca qui.

 

Ciao Maria Elena, benvenuta su Pane e Paradossi-Letto e Bloggato. Che ne dici di iniziare raccontandoci qualcosa di te, cosa ami fare, come ti sei avvicinata alla scrittura e qual è il suo ruolo nella tua vita?
Ciao! Innanzi tutto grazie per lo spazio che mi hai dedicato. Quando mi chiedono di raccontare qualcosa di me di solito non so mai cosa dire! Mi piace leggere, trovare il tempo per leggere, scrivere, trovare il tempo per scrivere e come ultima cosa, ma non meno importante, mi piace il teatro. Mi sono avvicinata alla scrittura da bambina… Ricordo che l’insegnante di italiano alle scuole elementari diceva che avevo molta fantasia nei temi. Così avevo iniziato a scrivere storie, in seguito cestinate, eppure mi divertivo. Molto spesso le vicende erano ambientate in un altro mondo, oppure in un futuro, nello spazio e sui pianeti. Mi divertivo così e scrivere mi faceva stare bene, come adesso, anche se col tempo si acquisisce una maggiore padronanza del linguaggio e rischiando di perdere la naturalezza. Da una parte meglio eh, anche perché lo stile de “Il Ragazzo del Destino” è un po’ lontano da quello attuale, dato che ho iniziato a scrivere la storia a sedici anni.

 

Come nasce “Il ragazzo del destino”? Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione del romanzo?
E’ stata una situazione bizzarra a dare vita al romanzo. Un ragazzo ha impedito che mi investissero, distraendomi in un modo insolito. Io non lo conoscevo, né l’ho mai conosciuto, però lo ringrazio davvero tanto. La stessa scena viene raccontata nel libro per filo e per segno da Rebecca. Beh, se ogni volta che rischio di essere investita mi viene in mente una storia…

Ci puoi parlare di com’è stato scrivere il tuo primo libro? Quali sono stati i momenti più importanti?

In realtà prima di ideare la storia de Il Ragazzo del Destino stavo lavorando a un fantasy che purtroppo ho interrotto. Ero arrivata a 200 pagine circa. Chissà se un giorno lo riprenderò, ero molto affezionata a quella storia. Inoltre mandavo i vari capitoli a mio cugino e ai miei amici per avere le loro impressioni, che per me erano fonte di crescita oltre che di coraggio. Scrivere il Ragazzo del Destino ha richiesto molti anni, anche perché per me era un hobby, sebbene desiderassi un giorno la sua pubblicazione, quindi posso dire di essere cresciuta assieme al libro e questo è stato molto bello. Il romanzo è stato terminato a luglio del 2008, quindi quattro anni fa. Ricordo solamente che ero felice e che non ci credevo!

 

Quali sono gli aspetti più importanti per te in una tua storia, quelli che cerchi di valorizzare e far emergere maggiormente? 
Mi piace dare spazio ai dialoghi, quanto basta per far emergere il carattere di un personaggio. Nel libro Il Ragazzo del Destino i personaggi sono tanti, ma molti sono di contorno. Spero di aver dato la giusta importanza a quelli principali e di essere riuscita a trasmettere una parte della loro anima ai lettori. Gli aspetti per me importanti di una storia, oltre alla trama e all’intreccio, sono le psicologie dei personaggi, le loro reazioni ed emozioni. Tutto il resto è noia!

 

Ne ”Il ragazzo del destino” è forte la connotazione paranormal romance, genere a cui gli scrittori italiani, seguendo l’esempio di quelli d’oltreoceano, si stanno dedicando con sempre più impegno e passione. Rivolgerti a questo genere è stata una tua scelta consapevole o semplice frutto dell’ispirazione del momento? Trovi che ci siano differenze, e se si quali, tra il modo di scrivere fantasy nostrano e quello degli autori nordamericani?
Quando mi sono approcciata alla trama che avevo in mente, quindi ben 8 anni fa, ignoravo completamente l’esistenza del genere Paranormal Romance, un termine che a dire il vero ho scoperto soltanto qualche mese fa, dopo aver pubblicato il libro. Ero a conoscenza che il romanzo fosse ambientato nella realtà seppur dotato di un elemento fantastico ovvero il Destino. Ai “miei tempi” c’era Harry Potter, che via via si è affermato come uno dei classici della letteratura per ragazzi e non. Non sono mai stata una fan di Twilight, non ho letto i libri della Meyer e non posso giudicarli in quanto a stile. Per questo quando ho saputo che il genere che più lo identificava era il Paranormal Romance, lo stesso di Twilight, ho storto un po’ il naso. Il libro non ha niente a che fare con lupi, demoni e vampiri, eppure viene catalogato nello stesso genere. Si tratta di un romanzo (romance) con dei caratteri fantastici, paranormali ovvero di Tutto ciò che non rientra nei fenomeni fisici e psichici normali, scientificamente spiegabili. Inoltre credo che, seguendo il filone della Meyer, molti autori si stiano tuttora lanciando in storie assurde da cronaca rosa, in scopiazzature di Twilight che tuttavia sembrano far breccia nel pubblico giovanile o almeno vengono presentati come capolavori classici dalle case editrici. Non capisco perché autori italiani e americani imitino la Meyer se non per cavalcare l’onda del mercato. Non dico che bisogna leggere solo classici, ci mancherebbe, ma l’originalità è un concetto che al giorno d’oggi rischia di svanire. Il mio non sarà di certo un capolavoro letterario, è un libro per ragazzi, ma almeno ho cercato di mandare un messaggio che spero arrivi ai destinatari senza dover cavalcare nessuna onda.

 

Il “calvario” con cui tutti gli autori devono prima o poi confrontarsi:la ricerca di un editore. Vuoi raccontarci qualcosa dei passi che hai dovuto fare per vedere finalmente pubblicato “Il ragazzo del destino”? È stato tutto come ti aspettavi?
L’editoria italiana si divide in due settori: casi editrici a pagamento e case editrici non a pagamento. Io ho sempre cercato un editore che credesse in me e nella mia opera, per questo ho rifiutato tutte le proposte a pagamento che mi sono arrivate. La casa editrice Il Ciliegio a volte chiede il contributo e a volte no… Io sono stata fortunata. Era un anno che cercavo un editore, avevo mandato il manoscritto a diverse case editrici e le risposte negative non sono mancate. Poi è arrivata la manna dal cielo. Credere in una scrittrice emergente, mai pubblicata, con un libro di 300 e passa pagine, non è facile. E invece loro ci hanno creduto e non li ringrazierò mai abbastanza per questo. La parte cruciale è quella che avviene dopo la pubblicazione. Non è facile far conoscere la propria opera, le case editrici maggiori occupano la stragrande fetta del mercato, pubblicità e distributori compresi. Per questo sono grata a chi, nel bene o nel male, mi permette di far conoscere un qualcosa che ho scritto.

 

Da dove parte la tua storia di lettrice? Quali generi letterari ti affascinano? Quali sono i tuoi autori feticcio, quelli che ami leggere e rileggere? C’è un libro dei libri?
Leggevo fin da bambina. Mi è sempre piaciuto. Oltre ai libri della Rowling, ero fanatica della serie Animorphs di K.A. Applegate, ma soprattutto di Eoin Colfer e dei suoi libri (tutta la saga di Artemis Fowl e la Lista dei desideri). Consiglio vivamente i classici, come Il Ritratto di Dorian Grey, Cime Tempestose, Jane Eyre, Madame Bovary, Orgoglio e Pregiudizio e Ritratto di Signora. Ma anche 1984 di Orwell, Uomini e topi di Steinbeck, Spirito d’Amore di Daphne du Maurier, i thriller di Dean Koontz, ma anche letture più leggere come alcuni libri di Nicholas Sparks, Paulo Coelho oppure Il Diario di Bridget Jones. Un libro dei libri? Sono indecisa tra L’Alchimista di Coelho e Il gioco dell’angelo di Zafòn. A proposito, io adoro Zafòn anche se i suoi finali non mi piacciono mai.

 

Progetti per il futuro di cui vuoi darci qualche anticipazione? 
Sto scrivendo qualcosa che ha a che fare in qualche modo con il Fato, ma in maniera molto diversa e spero che possa essere indirizzato anche a un pubblico più adulto.

 

Ci lasci con una citazione dal tuo libro?
Certo, volentieri!
“Michea si avvicino ancora di più, i nostri sguardi si incrociarono com’erano ormai soliti fare; il suo, oscuro ma incredibilmente sincero e il mio, spaurito e al tempo stesso irato, probabilmente deluso dalle sue azioni.
≪Spero che un giorno capiti anche a te≫ mi disse affranto ≪cosi almeno saprai cosa si prova nell’essere impotenti dinnanzi alla forza delle cose≫ detto questo si dileguò anch’egli nelle tenebre, lasciandomi sola con un’inspiegabile senso di colpa.”

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Intervista a cura del Blog Mirabiblia

Per leggere l'intervista sul blog clicca qui

 

Ciao Maria Elena e grazie per aver accettato di sottoporti alla prima intervista del blog. Iniziamo con le domande allora...

 

Domanda n.1. La nascita della storia de “Il ragazzo del destino” è ormai quasi un mito oltre che esser stata la tua fonte di ispirazione iniziale. Vorresti raccontare quell’esperienza in due parole per i nostri lettori?

Tutto è nato da un incidente mancato. Un ragazzo mi ha “salvata” distraendomi con gesti assurdi mentre attraversavo la strada. Non l’ho più rivisto, ma da lì a poche ore l’inizio e la fine del libro erano già chiare nella mia mente. Nel romanzo viene descritto l’accaduto per filo e per segno… Quando si dice “Il Caso”!

Domanda n.2 Puoi dirci se hai qualche progetto letterario a medio/lungo termine che stai portando avanti? Il ragazzo del Destino avrà mai un qualche tipo di sequel o prequel?

 Sì sto iniziando un… Progetto.. Una storia legata in qualche modo al fato, ma totalmente differente per quanto riguarda lo stile, lo spazio-tempo e rivolta anche ad un pubblico più adulto. Spero di poterla terminare un giorno! Per quanto riguarda il sequel de “Il ragazzo del destino” avevo abbozzato qualcosa molto tempo fa, ma è rimasto lì e penso che ci rimarrà per parecchio tempo..

 

Domanda n.3 Il Destino è un tema affascinante: a tutti capita più volte nella vita a cambiare opinione sul conto di questo tessitore di trame invisibili, a volte negandone l’esistenza a volte ringraziandolo, a volte maledicendolo. Tu da che parte stai?

Non mi piace essere totalmente fatalista, preferisco le persone energiche, che credono nella forza di volontà, rispetto a quelle che si lasciano trascinare dal corso degli eventi. Anche se, devo ammettere, un pizzico di fortuna non guasta mai.

Domanda n. 4 Ricordi il giorno esatto in cui hai deciso di iniziare a scrivere? Cosa ti porti dentro di quel momento?

 Ho iniziato in quinta elementare (detta così fa molto alcolisti anonimi eh). Le mie prime storie sono state tutte cestinate (dalla sottoscritta). Però mi divertivo molto nello scrivere. Per me era un gioco molto bello che mi dava soddisfazione e mi faceva volare oltre la realtà quotidiana. E, a pensarci bene, ancora oggi è così.

Domanda n.5 Dalla tua biografia leggo che fai parte di una compagnia teatrale e che sei regista. Mai pensato di scrivere qualcosa per il teatro?

(Violenti colpi di tosse) Ehm ehm, allora, nella mia biografia non c’è scritto niente del genere! XD è vero, faccio parte di una compagnia teatrale amatoriale, gli Jena Valentin, e mi sono occupata di una regia di uno spettacolo messo in scena dalla compagnia amatoriale Gl’Incoscienti, che è nata da poco. Sottolineo il fatto, soprattutto per quanto riguarda la regia, che sono agli inizi e ho ancora tanta/infinita esperienza da fare, però mi piace molto provare ad occuparmi dell’aspetto registico di uno spettacolo e spero di poter continuare su questa strada. Nella biografia c’è scritto che frequento una scuola di teatro del Teatro Stabile Metastasio di Prato, ma non per questo mi reputo “un’attrice” o chissà chi, anzi, c’è tanto da imparare e ci sarà sempre. Ed è anche questo il bello del teatro no? Una crescita continua.


Domanda n.6 Che libro/i c’è/ci sono sul tuo comodino adesso? Quale salvi e quale no?

Allora con tutta franchezza sto leggendo L’abbazia di Nothanger di Jane Austen (e appena finito lo commenterò sul blog Follie di Libri), però ho comprato altri due libri da leggere, uno di Dean Koontz “Il Luogo delle ombre”, che mi sento di salvare in quanto ho letto “Il bravo ragazzo”, sempre dello stesso autore, e non mi è affatto dispiaciuto. E poi ho comprato L’arte perduta di mantenere i segreti di Eva Rice e dalla trama non sembra male. Avevo anche comprato Il Rosso e Il Nero di Stendhal, ma è ancora lì nello scaffale che attende un miracolo per essere aperto.

 

Domanda n.7 Cosa consiglieresti a chi volesse scrivere un romanzo? Hai una ricetta particolare?

A dire il vero no. “Bisogna buttarsi” (che tocco di stile!). Però consiglierei di essere dei buoni lettori e di spaziare un po’ su tutto per quanto riguarda le letture.

Domanda n.8 Un motivo particolare per spingere chi non legge abitualmente a leggere il tuo romanzo?

Lo slogan ufficiale è: se avete sempre sognato di lottare contro il Fato, questo potrebbe essere il libro adatto. ^^

Domanda n.9 C’è una citazione o una frase particolare nel romanzo a cui sei particolarmente affezionata? (senza fare spoiler)
"Vedi, Rebecca... Il futuro è spietato. Non è mai come te l'aspetti. E cambia in continuazione"

 

 

p.s Grazie per l’intervista!

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Intervista a cura del Blog My Caffè Letterario

Per leggere l'intervista sul blog clicca QUI.

-Ciao Elena. Voglio innanzitutto ringraziarti per aver accettato di essere mia ospite e darti un caloroso benvenuto. Ti va di presentarti ai miei amici lettori?
Ciao! Innanzi tutto ti ringrazio per la disponibilità!Di me posso dire che sono un'autrice esordiente come tante, con una passione non indifferente per il teatro e tutto ciò che lo riguarda. Non a caso anche nel libro la protagonista avrà a che fare con una compagnia teatrale amatoriale... 

-"Il ragazzo del destino" è nato in seguito ad una tua personale e particolare esperienza, ti va di raccontarcela?
In sintesi ho rischiato di rimetterci la pelle. Mentre tornavo a casa ho attraversato dietro a un autobus senza notare un motorino che sfrecciava nella corsia successiva a una velocità folle. Se un ragazzo a me sconosciuto non mi avesse distratta con gesti inconsulti, probabilmente non avrei mai scritto questo libro. Gli devo molto, ma non so chi sia, né l'ho mai saputo. In ogni caso, io lo ringrazio!

-L'argomento principale del tuo libro è il destino, secondo te siamo solo spettatori delle nostre vite o siamo in grado di disegnare il nostro destino come ha provato a fare la tua protagonista Rebecca?
Sono del parere che non dobbiamo arrenderci dinnanzi agli ostacoli della vita, anche se riconosco che ci siano delle cose molto più grandi di noi che purtroppo non possiamo combattere. Le difficoltà ci plasmano e ci aiutano a diventare quello che siamo, con tutti i pro e i contro. Essere totalmente fatalisti non porta a niente, si rischia di diventare passivi e di attribuire al Caso o al Fato tutte le nostre frustrazioni, per il solo fatto di non aver tentato abbastanza, di non aver rischiato quanto quel sogno o quell'obiettivo meritasse. I rimpianti sono una brutta bestia, personalmente preferisco fallire in un tentativo, piuttosto che mangiarmi le mani per non avere quantomeno tentato.

-"Il ragazzo del destino" è il tuo primo romanzo, com'è stata l'esperienza con questo mondo, con le case editrici, con le presentazioni?
Il mondo dell'editoria italiana non è semplice, per niente. La macro-editoria occupa i maggiori canali di distribuzione, senza contare le editorie a pagamento che marciano sulle speranze dei poveri scrittori alla ricerca di qualcuno che creda in loro. Io non smetterò mai di ringraziare la casa editrice Il Ciliegio per aver creduto nel mio manoscritto, anche perché per molte altre case editrici che mi hanno contattata, accollarsi una tale pubblicazione significava un rischio. Questo per vari motivi:
  1. Sono un'autrice esordiente, sconosciuta, giovane, senza altre pubblicazioni alle spalle
  2. Il libro è di 300 e passa pagine con conseguenti costi di stampa superiori alla “norma”.
  3. Mi è stato detto che “i giovani d’oggi” (dato che il libro riguarda prevalentemente la sfera degli adolescenti, ma può essere letto anche dagli adulti) leggono poco.
C'è perfino chi mi ha detto che un libro di un esordiente non deve superare le 150 pagine...
Sono contraria all'editoria a pagamento, è giusto secondo me che l'editore creda nello scrittore e nel suo lavoro e che di conseguenza si accolli il rischio di un eventuale flop. Per questo invito gli scrittori italiani che ancora sono alla ricerca di un editore a non demordere!
Per quanto riguarda le presentazioni, dopo il Pisabookfestival sono andata in alcune scuole per promuoverlo e intendo proseguire per questa strada. E' importante che i ragazzi sappiano che possano scegliere, che esistano delle alternative all'editoria a pagamento. E che siano incoraggiati nel raggiungere i propri obiettivi.

-Quali sono gli autori che ti hanno avvicinata al mondo letterario e magari ispirata nel tuo percorso creativo?
Leggere mi è sempre piaciuto, sin da piccola. La storia è nata quando frequentavo la seconda liceo e si è sviluppata negli anni. In quel periodo alternavo classici a fantasy di vario genere. Di certo ho trovato dei riscontri nel romanzo “Spirito d’amore” di Daphne Du Maurier, dove la vita è un ciclo che si ripete e le situazioni, come le persone, spesso svaniscono per poi ricomparire in nuove forme, mettendoci sempre alla prova. Attualmente sto rispolverando i classici dell’800 e sono in attesa del prossimo libro di Carlos Ruiz Zafón. ^^

-Ho visto nella tua biografia che hai diverse lauree e sei attualmente iscritta a vari corsi di studi, quali sono i tuoi progetti futuri? Stai già lavorando ad una nuova storia?
Beh, adesso non esageriamo! :) Spero di concludere presto la magistrale in Progettazione di Spettacolo, Musica, Arte e Arte Tessile di Prato, e di terminare la scuola "Il Mestiere del Teatro" al teatro stabile Metastasio di Prato, così da avere una formazione che mi consenta di proseguire in questi ambiti.
Sì, mi piacerebbe avere il tempo per sviluppare una nuova storia, ho già abbozzato qualcosa a dire il vero, ma è tutto molto vago per il momento.

-Per concludere voglio chiederti la cosa che chiedo alla maggior parte degli autori: qual'è il punto di forza che dovrebbe spingerci ad acquistare e leggere "Il ragazzo del destino"?
Questo dovrebbero essere i lettori a dirlo, non io. A chi fosse interessato a leggerlo posso solamente dire: “Per chi ha sempre bramato scontrarsi con il Fato in persona, questo potrebbe essere il libro adatto…”.

Ti ringrazio ancora di cuore per esser stata mia ospite, ti faccio un grosso in bocca al lupo per il tuo futuro e torna a trovarci quando vuoi! Un abbraccio!
Grazie, crepi! Spero di non avere avuto effetti soporiferi sui tuoi lettori! :) A presto!

Intervista a cura del Blog Tra Le Righe e Oltre

Per poter leggere l'intervista sul blog, clicca qui.

 

Oggi nel mio salotto virtuale ho il piacere di ospitare una giovane al suo esordio letterario, benvenuta Elena... parlaci un po' di te...
Ciao e grazie per l'ospitalità! =) Sono un'autrice esordiente alle prese con la promozione del libro e quindi con le dodici Fatiche di Ercole... Ma non demordo!
 

- Inizio con una domanda che rivolgo sempre, in quanto credo sia importante, direi fondamentale: perche' scrivi?
Scrivo prima di tutto perché mi diverto. È anche vero che si scrive perché si ha qualcosa da raccontare, ma io provo una frizzante ebrezza nell'inventare storie e nell'immaginare i rapporti tra i vari personaggi. Non che io abbia scritto chissà quanto, sono un'esordiente al primo romanzo, con qualche racconto alle spalle, intendiamoci. Però la mia motivazione è essenzialmente questa, il divertirmi e l'emozionarmi nel costruire un qualcosa che richiede non poca fatica. Se poi le mie storie riescono ad arrivare anche alla sensibilità di qualche lettore... sono più che contenta!

- Nella tua biografia non ho potuto non notare che, a parte una laurea in Comunicazione Linguistica e Multimediale, attualmente sei iscritta anche alla facolta' di Scienze dello Spettacolo, passioni, la scrittura ed il teatro, agli antipodi, cosa in te li accomuna?
La scrittura e il teatro non sono poi così agli antipodi, bensì l'una si fonde nell'altro, che non potrebbe esistere senza di essa, che sia un canovaccio o una commedia in tre atti. I dialoghi mi hanno sempre affascinato, mi incuriosisce il fatto che dietro a una frase di un personaggio possa esserci un mondo di sottotesti e di parole non dette.

- La trama del tuo libro sembra avvolta da un alone di mistero, puoi dirci qualcosa di piu' a riguardo?
Si tratta di una sfida tra Rebecca, la protagonista, e il Fato, che deciderà di metterla duramente alla prova. In più posso dirvi che ci saranno dei ricordi del passato, ma soprattutto un salto nel futuro, dove rebecca incontrerà... Se stessa.

- Ho letto che hai preso spunto da un fatto che ti e' realmente accaduto, ma quanto di Te c'e' nel romanzo?
Molto, forse anche troppo.

- Hai deciso di parlare di un tema molto particolare il "destino": come mai?
In seguito a un bizzarro episodio che mi è capitato ho deciso di parlare del destino, nel libro inteso come entità che prende possesso delle persone a suo piacimento. La mia idea di destino rispecchia due aforismi di Schopenauer: "Il destino mescola le carte e noi giochiamo" e "Nella vita accade come nel gioco degli scacchi: noi abbozziamo un piano, ma esso è condizionato da ciò che si compiacerà di fare nel gioco degli scacchi l’avversario, nella vita il destino." Ne parlo in modo più approfondito "qui"
- Una domanda che amo porgere e': come ti sei sentita quando hai scritto la parola fine?
Male. Quei dannati personaggi mi mancavano già.
- Qual e' il tuo genere letterario preferito? A quale autore ti ispiri?
Leggo un po' di tutto, non ho un genere preferito, ma autori preferiti, quelli sì. Dalle sorelle Bronte a Oscar Wilde, da Eoin Colfer e Carlos Ruiz Zafòn. Ah dimenticavo Stevenson, Bulgakov, Orwell... Anche alcuni libri di Coelho e le prime saghe fantasy di Licia Troisi mi piacciono molto. Anni fa divoravo tutti i libri di K.A. Applegate, una scrittrice statunitense e ho preso da lei alcuni spunti.
 
- Infine, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sconfiggere il destino. No, ok, sto scherzando. Finire l'università e scrivere un altra storia. Spero di riuscirci!
 
Grazie per aver accettato il mio invito... e' stato un piacere! Non mi resta che augurarti in bocca al lupo per tutto!
Grazie mille a te, crepi!
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